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Milano, gemelline riconosciute dal tribunale come figlie di due padri gay

by La Redazione
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Milano, 28 nov – Il Tribunale di Milano ha ordinato al Comune di trascrivere l’atto di nascita di due gemelline che risultavano inesistenti per lo Stato Italiano. Sono due bambine nate negli Stati Uniti, in California, figlie di due padri omosessuali. I due genitori affermano di essere felici per aver vinto la loro battaglia.
Le due bambine erano nate un anno fa in seguito alla fecondazione di due ovuli donati da una donna anonima, e poi all’impianto e alla gestazione nell’utero di un’altra donna con la quale i due omosessuali si erano accordati in base al diritto di famiglia californiano. Una volta arrivate in Italia in possesso del certificato di nascita statunitense, i due padri hanno chiesto che le loro figlie venissero registrate dal Comune di Milano, ma l’ufficiale di Stato civile si era rifiutato. Da Palazzo Marino avevano fatto sapere che il motivo di tale rifiuto risiedeva nel fatto che era necessario attendere il verdetto delle Sezioni Unite della Cassazione sulla nozione di “contrarietà all’ordine pubblico” in un caso simile. Ma i due padri non hanno sentito ragioni e si sono rivolti al Tribunale, forti anche del fatto che lo stesso Comune di Milano in passato aveva registrato l’atto di nascita di bambini figli di due madri.
E così il Tribunale ha accolto la loro richiesta e stabilito che, nonostante ciascuno di loro abbia un legame biologico solo con una delle due bambine, i due vengano riconosciuti genitori delle bimbe poiché il diniego sarebbe stato contrario alla tutela degli interessi del minore, mettendo a rischio l’identità personale delle piccole. Oltre ai due papà, grande soddisfazione è stata espressa anche dagli avvocati che li hanno assistiti, i quali hanno dichiarato: “Ancora una volta, la magistratura tutela gli interessi di due bambine che, fino ad ora, vivevano l’intollerabile condizione di straniere in patria, versando in uno stato di pura clandestinità giuridica in cui i loro diritti e doveri sia di figlie sia di cittadine italiane era in grave pericolo: le bambine non erano registrate all’anagrafe e la loro invisibilità giuridica era fonte per loro di seri pregiudizi, destinati ad aggravarsi nel corso del tempo”.
Anna Pedri

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2 comments

Roberto 28 Novembre 2018 - 5:07

E’ evidente che la legislazione italiana è assolutamente inadeguata. Che due ricchi omosessuali maschi paghino una donna (povera) perché doni un ovulo, e ne paghino un’altra (certamente povera anch’essa) perché si faccia fecondare e partorisca il figlio di uno dei due, è sfruttamento del ricco sul povero. Occorre adeguare la legislazione italiana affinché questo comportamento sia reso non conveniente, e questo può essere ottenuto solo sanzionando penalmente i due uomini, e dichiarando i figli così “ricavati” adottabili, nel superiore interesse del minore.

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Tony 29 Novembre 2018 - 12:45

…..due che , molto probabilmente, diverranno lesbiche non avendo una figura materna, di cui sentiranno la mancanza per tutta la vita..

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