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Venaria, 17 ott – Mimmo Lucano e il “modello Riace” sono ormai la barricata ideale di una estrema sinistra in cerca di riferimenti “rivoluzionari”. Dopo la revoca dei domiciliari e il divieto di dimora nella “sua” Riace, da De Magistris a Saviano a sinistra è tutta una gara di elogi sperticati e solidarietà incondizionata in nome della rivoluzione. Non poteva mancare anche l’Anpi, che non avendo più uno scopo ma continuando a ricevere sostanziosi finanziamenti pubblici, qualcosa deve pur fare. E così dai “partigiani” di Venaria in provincia di Torino arriva la tessera ad honorem per Mimmo Lucano, eroe della resistenza al governo populista. 
“Per il suo grande impegno in tema di accoglienza e solidarietà”, è la motivazione al tesseramento fornita dal direttivo presieduto da tale Calogero Iandolino. A Venaria la questione Riace è molto sentita, tanto che ieri sulla sede cittadina dell’Anpi è stato anche affisso il cartello “Riace non si arresta”. Dal canto suo Mimmo Lucano non si tira certo indietro e il ruolo di simbolo “rivoluzionario” dell’accoglienza a ogni costo non sembra andargli stretto. “Un po’ sono contento perché è come sentire di nuovo la libertà, ma non posso non essere amareggiato. Cosa sono un criminale? Ora mi pare evidente che si tratta di un processo politico. Ho paura che adesso ci sia l’obbligo di stritolarmi”, ha detto il sindaco di Riace all’uscita dal tribunale.
Mimmo Lucano dunque si considera un “prigioniero politico”. “Sono certo che prima o poi sarà riconosciuta la mia buona fede. Mi allontanano dal mio paese, dal luogo in cui ho speso tutta la mia vita negli ultimi venti anni. Ma ormai andiamo avanti. Non ho nulla di cui pentirmi. Non so come, devo chiarirmi le idee, ma prima o poi sono certo che sarà riconosciuta la mia buona fede”.
Davide Romano

2 Commenti

  1. Con queste iniziative finalmente gli italiani capiranno veramente bene cosa è l’anpi e quale agenda segue.

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