Reggio Calabria, 17 ott – Sono stati revocati i domiciliari al sindaco Mimmo Lucano per il quale è arrivato però il divieto di dimora a Riace. Questa la decisione del Tribunale del riesame depositata nella serata di ieri, giorno stesso dell’udienza.
Il primo cittadino (attualmente sospeso) del piccolo comune calabrese era agli arresti domiciliari dal 2 ottobre con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti. Ed è per impedire la reiterazione dei reati di cui sopra che gli è stato vietato di tornare a casa.
Resta a Riace, invece, la compagna africana di Lucano, per la quale il divieto di dimora è stato attenuato con la misura dell’obbligo di firma.

Lucano fino all’ultimo ieri ha ribadito che il suo modello di accoglienza e integrazione messo su a Riace, tanto caro alla sinistra immigrazionista, sarebbe andato avanti, anche senza i soldi del Viminale. I tanti immigrati che non hanno ottenuto la cittadinanza grazie a matrimoni combinati con anziani del luogo (sì, perché Lucano ha fatto anche questo) ora dovranno decidere se rimanere lì, senza sindaco e senza finanziamenti pubblici, oppure se accettare il trasferimento in un altro Sprar.

La chiusura dello Sprar, decisa dal ministero dell’Interno, è stata rivendicata da Lucano. “Voglio trasmettere questo messaggio – ha detto – al governo: vogliamo uscire dallo Sprar. Lo voglio io come volontà politica. Non voglio avere a che fare con chi non ha fiducia e con questo governo che spesso non rispetta i diritti umani“.
Sono parole pesanti, pronunciate da chi cerca di sviare l’attenzione da quelli che sono i fatti: i reati di cui dovrà rispondere.

La decisione del Tribunale de riesame ha scatenato i commenti dei soliti “compagni” immigrazionisti di Lucano. “Caro Mimmo lo so che non lascerai la tua e nostra amata Calabria ma se vuoi ti ospitiamo con amore a Napoli”, afferma, in un tweet, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris che aggiunge: “Il divieto di dimora nella tua Riace è peggio degli arresti domiciliari. Ma non potranno mai arrestare la rivoluzione. Riace vivrà con Lucano sindaco!”.
Non manca il copincollatore di Gomorra, il guru del nulla cosmico, Roberto Saviano, che addirittura scomoda il Sommo poeta per un signore – il sindaco sospeso – che nonostante le gravi accuse che pendono su di lui la sinistra vuole dipingere come una specie di eroe: “Vien dietro a me, e lascia dir le genti: sta come torre ferma, che non crolla già mai la cima per soffiar di venti. Dante. #ForzaMimmo”, scrive il maitre à penser immigrazionista su Twitter.
Insomma, ormai certi personaggi sono talmente scollati dalla realtà che andrebbero ricoverati.

Adolfo Spezzaferro

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3 Commenti

  1. Quindi De magistris, un ex magistrato , appoggia una persona indagata per piu’ reati? A questo punto è arrivata l’Italia? E non prova nemmeno un po’ di vergogna la star dei centri sociali?? La cosa che stupisce è che i napoletani lo sopportano ancora!

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