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Pouring cooking oil on white background with oil palm fruits

Roma, 2 mar – Da bambini avete mangiato biscotti Plasmon? Allora probabilmente siete morti. State morendo. O qualcosa del genere. Questo è quello che risulta secondo una campagna lanciata dal sito ilfattoalimentare.it che da qualche mese ha lanciato una campagna virtuale di boicotaggio dei prodotti contenenti l’olio di palma con una raccolta firme dal titolo per nulla allarmante e catastrofico quale “Stop all’invasione dell’olio di palma” ( Link https://www.change.org/p/stop-all-invasione-dell-olio-di-pa… ). L’ultima a cedere a questo ricatto tutto virtuale è la Plasmon che da poche ore ha addirittura lanciato un sito ( tiabbiamoascoltato.it ) per comunicare alle mamme italiane che è finalmente disponibile una variante del biscotto senza l’olio di palma.

Il caso scoppia a marzo 2015. Da pochi mesi era entrato il vigore il Regolamento (UE) n. 1169/11 riguardante l’etichettatura dei prodotti alimentari che impone di indicare il tipo di olio utilizzato e non più la generica “olio vegetale”. E sull’etichetta dei Plasmon appare la dicitura “olio di palma”. Sul web le neomamme si scatenano, commenti pacati con ricchi riferimenti scientifici e opinioni di illustri luminari in tema di dieta infantile. Più o meno il tono è “State uccidendo i nostri figli a suon di biscotti”. E’ vero? Ha senso questo allarmismo? Secondo il Ministero della Salute no. Solo 5 giorni fa ( http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp… ) il Ministero ha comunicato il parere all’Istituto Superiore di Sanità. E il parere non sembra dar ragione alle cassandre del web.

[…] Le stime di assunzione di acidi grassi saturi effettuate dall’Istituto Superiore di Sanità riportano un consumo nella popolazione generale adulta di circa 27 grammi al giorno, con un contributo dell’olio di palma stimato tra i 2,5 e i 4,7 grammi. Nei bambini di età 3-10 anni, le stime indicano un consumo di acidi grassi saturi tra i 24 e 27 grammi al giorno, con un contributo di saturi da olio di palma tra i 4,4 vs. 7,7 grammi. […] L’Istituto Superiore di Sanità conclude che non ci sono evidenze dirette nella letteratura scientifica che l’olio di palma, come fonte di acidi grassi saturi, abbia un effetto diverso sul rischio cardiovascolare rispetto agli altri grassi con simile composizione percentuale di grassi saturi e mono/poliinsaturi, quali, ad esempio, il burro. […]

Tradotto: sul totale di grassi saturi che i bambini ingeriscono al massimo il 28% è imputabile “al nemico assoluto” olio di palma. E non ha effetti diversi da tutti gli altri grassi saturi. In ogni caso Plasmon ha scelto di togliere l’ingrediente dai suoi biscotti sostituendolo con olio di girasole e olio d’oliva, così avremo bambini che assumeranno circa 1 grammo in meno al giorno di grassi saturi. Generazioni di ragazzi che cresceranno in continue campane di vetro create da genitori troppo apprensivi.

Stefano Casagrande

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1 commento

  1. ma perchè importare questo grasso quando possiamo usare i prodotti Italiani ?
    Io sono contrario a questa campagna pro olio di Palma….

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