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Roma, 4 lug – Da alcuni suoi compagni di partito è considerato come una sorta di precursore di Matteo Salvini. Stiamo parlando di Marco Minniti, l’ex ministro dell’Interno del governo Pd. Il suo famigerato codice di condotta per le Ong, infatti, era stato interpretato da alcuni talebani dell’immigrazionismo come una specie di crimine di lesa maestà umanitaria. Eppure, sul caso Sea Watch, il «compagno» Minniti la pensa esattamente come i fan dell’invasione: «Carola Rackete, da comandante di una nave che svolge una funzione umanitaria, ha fatto quel che voleva e che doveva fare», ha infatti dichiarato in un’intervista a Omnibus.

Minniti sta con le Ong

L’ex inquilino del Viminale, dunque, si schiera apertamente a favore della «capitana» e contro il leader della Lega: nel caso Sea Watch, a suo parere, ci sarebbe stata «una colossale responsabilità del governo. Non c’era nessun motivo per cui una nave che trasportava 42 naufraghi fosse tenuta fuori per 16 giorni da tutti i porti italiani. La cosa curiosa è che mentre a quei migranti veniva impedito lo sbarco, altri 100 sbarcavano a Lampedusa trasportati illegalmente dai trafficanti di esseri umani. Carola Rackete, da comandante di una nave che svolge una funzione umanitaria, ha fatto quel che voleva e che doveva fare». In pratica, Minniti ripete a pappagallo le controverse argomentazioni della gip di Agrigento. Per poi concludere: «Io credo che chi non abbia fatto il proprio dovere siano stati il governo italiano e l’Europa. Perché una questione che riguarda 42 migranti la si risolve in 5 minuti».

L’attacco a Salvini

Minniti, in poche parole, addossa a Salvini la colpa dell’accaduto. E, inoltre, gli rimprovera le parole al vetriolo rivolte alla magistratura: «È inaccettabile, soprattutto perché è il ministro dell’Interno. Sono preoccupato. Poche ore prima aveva detto “finalmente c’è un giudice”. Dopo pochissime ore quel giudice non c’è più. Non si può fare che la giustizia funziona solo se fa comodo. Ci vuole rispetto per l’autonomia dei magistrati». Ma la critica di Minniti è molto più ampia: con chiaro riferimento al nomignolo affibbiato a Salvini dai suoi elettori («capitano»), l’ex ministro spiega che «a me la retorica dei capitani non piace. Ogni volta che i capitani hanno guidato la storia non è finita molto bene». Insomma, l’esponente del Pd non ci sta a farsi trattare da salviniano ante litteram e annuncia: «Il compagno Minniti è vivo e lotta insieme a noi. Lo dico anche a Fratoianni».

Elena Sempione

2 Commenti

  1. Minniti: il porco comunista disarmatore di Italiani aggrediti e lesi in modo grave da facce color merda per difendere il negrume assassino, cannibale, lercio, invasivo & degradante! Certo che sta’ con puttana carola e con i ciurmadori che infestano i mari come lei! Con chi credevate che si schierasse?!?… Il partito comunista pidiesse è un cancro maligno. Peppone è esistito solamente nella fantasia di Guareschi! Proprio come nella barzelletta: riunione in municipio. Sul tavolo una valigetta piena di soldi. Presenti alla riunione: un democristiano, un socialista onesto, un comunista ragionevole e non fazioso, Pietro Gambadilegno, Paperino, Pippo & Topolino. Si spegne la luce e i soldi spariscono. Chi è stato?… Ma è ovvio: il democristiano!… Ma perché?… Perché tutti gli altri sono personaggi di fantasia!!!

  2. Minnito : piove , governo ladro ! (xké lui non ne fa parte ….)
    come dicono a Bulagn ?
    Mo va a cagher !

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