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Jerez De La Frontera, 6 mag – Una giornata di sole scaldava questa giornata di primavera, tutto era pronto per una nuova tornata della MotoGp targata Spagna, sul circuito andaluso di Jerez. Stupefacente era stata la qualifica del britannico di casa Honda Cal Crutchlow, seguito da Pedrosa e Zarco. Il maiorchino di casa Ducati, il fino ad oggi impalpabile Jorge Lorenzo, sembrava essere sulla strada giusta su una delle sue piste preferite, piazzandosi in quarta piazza, seguito a ruota da Marc Marquez, lontani invece Rossi e Dovizioso. Ci apprestiamo così a seguire una gara che sembra avere gli ingredienti giusti per un grande rientro sui tracciati d’Europa.
Buonissima la partenza degli spagnoli, omogeneo comunque l’intero gruppo di testa, composto da nove elementi il cui fanalino di coda rimane per i primi sei giri Valentino Rossi. Famelico nella partenza, Lorenzo raggiunge immediatamente la prima posizione, riuscendo a difenderla dagli attacchi di Pedrosa e capitolando solo all’arrivo poderoso di Marc Marquez.
All’inizio della seconda parte di gara arriva a ridosso delle posizioni di testa, superando anche Dani Pedrosa, un redivivo Andrea Dovizioso. Sembra proprio, per tre giri, di averne più del suo compagno di squadra spagnolo, con il quale, anche all’interno dei box, il rapporto è ormai completamente logorato, forse a causa della frustrazione dell’iberico per non riuscire ad essere competitivo in sella alla portentosa GP18.
Al termine del 18° giro, il disastro: Dovizioso, che girava molto più forte del compagno di squadra, tenta il sorpasso arrivando lungo, Lorenzo prova a chiudergli il varco ma sbagliando traiettoria risulta anche lui troppo largo, cercando poi di tornare sul punto di corda, dove trova però Dani Pedrosa, che aveva approfittato della situazione per riportarsi al secondo posto. I due spagnoli impattano e, cadendo entrambi, entrano in traiettoria con l’italiano su Ducati che, innocente, si attacca inutilmente ai freni come unica strategia per riuscire a rimanere in piedi, ma la gara finisce qui anche per lui.
Non è dato sapere il perché del comportamento di Lorenzo: sarà forse il senso di frustrazione che dicevamo poc’anzi? Oppure l’incapacità di un “campione” di rimanere nello stesso box di un pilota forse migliore di lui (n.b. vicenda simile era avvenuta al fianco dell’italiano nel box di Yamaha)? Oppure entrambe le cose? Fatto sta che Marquez, completamente indisturbato, va a prendersi la vittoria a Jerez e la testa del mondiale. Uniche note positive sono il secondo podio consecutivo del nostro Andrea Iannone su Suzuki e l’ottimo piazzamento di Petrucci. Una domanda però è dovere porsela:
Ducati e i nostri italiani quando laveranno questi panni sporchi?
L’ordine di arrivo del gran premio di Jerez de la Frontera
1) Marc Marquez (Honda)
2) Johann Zarco (Yamaha)
3) Andrea Iannone (Ducati)
4) Danilo Petrucci (Ducati)
5) Valentino Rossi (Yamaha)
6) Jack Miller (Ducati)
7) Maverick Vinales (Yamaha)
8) Alvaro Bautista (Ducati)
9) Franco Morbidelli (Honda)
10) Mika Kallio (KTM)
11) Pol Espargaro (KTM)
12) Takaaki Nakagami (Honda)
13) Tito Rabat (Ducati)
14) Scott Redding (Aprilia)
15) Xavier Simeon (Ducati)
Classifica iridata
1 Marc Marquez 70
2 Johann Zarco 58
3 Maverick Vinales 50
4 Andrea Iannone 47
5 Andrea Dovizioso 46
6 Valentino Rossi 40
7 Cal Crutchlow 39
8 Jack Miller 36
9 Danilo Petrucci 34
10 Tito Rabat 24
11 Dani Pedrosa 18
12 Alex Rins 16
13 Franco Morbidelli 13
14 Pol Espargarò 13
15 Alvaro Bautista 12
16 HafizhSyarin 9
17 Takaaki Nakagami 9
18 Aleix Espargarò 6
19 Mika Kallio 6
20 Jorge Lorenzo 6
21 Bradley Smith 3
22 Karel Abraham 1
Tommaso Ceccarelli

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