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Roma, 17 mag – L’uomo, anche se civilizzato, rimane pur sempre un animale. La biologia, l’etologia e l’antropologia ce lo hanno confermato in tutte le salse, ma questa verità, molto spesso, ce la dimentichiamo. Ora uno studio scientifico aggiunge un altro tassello alle nostre conoscenze: esiste una chiara connessione tra la forza fisica e l’apprezzamento delle disuguaglianze. Tradotto: un uomo muscoloso tende naturalmente a rifiutare idee e politiche egualitarie.

La legge del più forte

Questa constatazione emerge da una ricerca realizzata da Michael Bang Petersen e Lasse Laustsen, entrambi docenti di Scienze politiche presso l’Università di Aarhus, in Danimarca. Lo studio è stato condotto tra il 2012 e il 2017 su un totale di 6.349 partecipanti di varie nazionalità e che vivono in diversi Paesi (danesi, bielorussi, lituani, americani, venezuelani, ucraini e polacchi), per poi essere pubblicato sulla rivista Political Psychology. Risultato? Gli uomini ben piantati detestano l’uguaglianza e, inoltre, questa inclinazione è una diretta conseguenza della loro muscolatura. L’analisi si è basata sia su dati soggettivi (compilazione di questionari) sia su dati oggettivi (misurazione della forza delle mani e della parte superiore del corpo). Ed è proprio grazie a questi campioni oggettivi che gli scienziati hanno potuto dimostrare le correlazioni più significative tra la muscolatura e il gusto per la disuguaglianza. Una correlazione che ha avuto per il 75% risultanze positive.

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Uno dei numerosi esperimenti è stato particolarmente convincente: alcuni uomini hanno dovuto allenare braccia e busto del corpo per due mesi e, in effetti, è stato possibile dimostrare che, con il passare del tempo e l’aumentare della loro massa muscolare, questi individui hanno iniziato a mostrare segni di intolleranza crescenti per l’uguaglianza sociale.

Muscoloso è bello

Secondo i ricercatori, il loro studio potrebbe persino spiegare un apparente paradosso: il fatto che molti uomini delle classi lavoratrici gradiscono politiche economiche modellate sulla legge del più forte, laddove trarrebbero maggiore beneficio da una più equa distribuzione della ricchezza. A loro insaputa – questa è la tesi degli studiosi – il loro spirito paleolitico sembra suggerir loro che, con la semplice forza delle braccia, è possibile scalare la piramide sociale e, una volta in cima, mantenere la loro posizione a suon di schiaffi e sganassoni. Insomma, non ha importanza se, nel mondo moderno, la forza fisica e la violenza hanno via via cessato di rappresentare un elemento necessario al successo sociale. Un uomo muscoloso, grazie alla sua forza, si sentirà comunque in diritto di essere in cima alla scala gerarchica. Insomma, non basta una bacchetta magica a cancellare di colpo millenni di evoluzione umana.

Valerio Benedetti  

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4 Commenti

  1. Swarzenegger e quelli come lui ( muscoli gonfi all’inverosimile ) si sono dopati pure gli alluci!!

    Comunque, essere in forma fa molto bene al corpo e al cervello ma costa sacrifici sia per gli allenamenti che la dieta, ovviamente chi lo fa si vuole distinguere dalla massa e quindi è normale che pensi che non si è tutti uguali, non ci voleva una ricerca per capirlo, è una cosa logicamente ovvia e non c’è niente da scandalizzarsi!!

  2. Ah ecco. Quindi, per non essere tacciati di “rassismo”, occorre essere macilenti… Non come i ragazzoni che vengono importati dalle elites che vogliono mortificare l’autoctono europeo (tendente a pensare assai e a ribellarsi ai loro inganni e sfruttamenti)…

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