Alessandria, 17 mag – Giugno, mese di Gay Pride ad Alessandria. Sono tanti gli appuntamenti lgbt-friendly in programma nella città piemontese in queste settimane, ed è tanto lo stupore nel venire a conoscenza del fatto che a patrocinare gli eventi è proprio il sindaco leghista Gianfranco Cuttica. “La mia idea è semplice. Se assumi questo incarico, rappresenti l’intera comunità. Ognuno deve essere libero di esprimersi e manifestare”, ha dichiarato il primo cittadino a La Stampa. Particolarmente soddisfatte di questo sono le due drag queen Vera Aloe e Carla Stracci, che domenica, sotto l’egida di Non una di meno Alessandria indottrineranno i bambini con due belle favole sull’identità di genere. Fiabe incentrate sull’ideologia gender, tanto per intenderci. Un po’ come la “favola dell’uccello” raccontata da Vladimir Luxuria in Rai. ″È la storia di questo bambino che non si riconosce come maschietto. Vuole fare la principessa. Ma lo tutto deridono perché ha il pisellino. E lui, risponde: sì, ho il pisellino, ma cosa ti importa?”, spiega una delle due drag. Tutto chiaro no? E aggiunge: “Il sindaco? Se tutti i leghisti fossero come lui, questo Paese non starebbe così male”.



Uno strano leghista

Cuttica, che leghista bizzarro: cristiano praticante, leghista dai tempi di Gianfranco Miglio, appassionato di Indonesia e sculture balinesi. Citando la propria esperienza di insegnante, spiega che per lui è importante “non lasciare indietro nessuno”: “So che da un lato si può includere e dall’altro si può restare soli, con il rischio di finire vittime dei bulli. Credo che la mia attenzione a questi temi sia nata a scuola”. E prosegue: “A Verona non ci sono andato”, anche se ammette che “Sono state dette cose sensate. Ed altre, sinceramente, oltranziste. Ma ripeto: credo che le persone debbano essere lasciate libere di esprimersi”. Chissà cosa ne pensa il ministro dell’Interno.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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