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Roma, 15 giu – “Mussolini ha sempre ragione!“. E’ caccia agli hacker per la scritta comparsa ieri sera su Tv2000, l’emittente dei vescovi, mentre andava in onda un film su Gesù. Ad un certo punto della programmazione del film, in sovriimpressione scritto in maiuscolo è comparso il celebre motto del Ventennio scatenando il panico sia tra i telespettatori che nella Cei, che ha mandato in onda la contro-scritta: “Ci dissociamo con fermezza e ci scusiamo con i telespettatori“.

La scritta durante il film Son of God

E’ successo ieri sera, mentre su Tv2000 andava in onda il film Son of God, pellicola del 2014 che è una riedizione ridotta della miserie televisiva di grande successo La Bibbia. Ad un tratto è comparsa per alcuni secondi la scritta “Mussolini ha sempre ragione!”. La rete dei vescovi si è precipitata a dissociarsi: “Stiamo effettuando delle verifiche. Il contenuto di queste didascalie non corrisponde ovviamente al pensiero dell’emittente. Da esse ci dissociamo con fermezza e ci scusiamo con i nostri telespettatori”. Ma è un mistero su come sia stato possibile mandare in onda il messaggio. Si ipotizza che la rete sia stata hackerata, una prassi in effetti comune negli anni Ottanta, soprattutto con le emittenti locali. Secondo quanto si apprende, i tecnici dell’emittente televisiva sono al lavoro per risalire alle cause e agli autori dell’hackeraggio.

I commenti sui social

I telespettatori che stavano seguendo il film a sfondo biblico si sono scatenati sui social. “Meno male che è un canale del Vaticano“, si legge tra i commenti. “Mia mamma mi ha appena raccontato scioccata che a Tv2000 durante uno dei tanti film di Gesù sono apparsi messaggi fascisti. Ho messo Tv2000 e c’è il messaggio in sovrimpressione in cui loro si scusano per ciò che è accaduto e si dissociano dal messaggio”, si legge in un altro post.

Che dire, chissà se gli hacker torneranno all’attacco. Magari con la scritta “Dio, Patria, famiglia”, di certo più a tema, visto il canale in questione, tra quelle del Ventennio (peraltro ripresa da Giuseppe Mazzini).

Ludovica Colli

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