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037673f2cedc9d1650940895be601e3b-kODI-U1080393858582HLE-1024x576@LaStampa.itRoma, 23 mag – Il secondo posto e il ritorno con qualificazione diretta in Champions League. Il record di vittorie e di punti, il primato di 35 reti in un solo campionato di Gunnar Nordahl superato da Gonzalo Higuain e gli 81 gol di Maradona segnati in maglia azzurra per il capitano Marek Hamsik. Sono i numeri di una stagione esaltante in cui il Napoli si è dovuto arrendere ad una Juventus marziana pur proponendo il miglior calcio del torneo. Grandi complimenti al tecnico Sarri, alla prima panchina su una big in tutta la carriera, alla società e ai giocatori. Ma il futuro cosa riserva? Sarà possibile scalfire fin dalla prossima stagione lo strapotere bianconero? L’ultimo capitolo di questo campionato ha regalato agli azzurri la gioia del secondo posto e la qualificazione Champions League senza passare per le forche caudine dei preliminari, toccati ad una Roma mai doma. Il Napoli, in questa straordinaria stagione, terminata ad un passo dal traguardo e condizionata dal fortunoso gol di Zaza nel ritorno dello scontro diretto con la Juventus, ha dimostrato di poter competere per il tricolore e di poter dire la sua anche in Europa. Sarri, uomo che ha fatto la gavetta, ha subito studiato la squadra e conquistato l’ambiente ma soprattutto i giocatori, il recordman Higuain in testa, con un gioco sviluppato sulla fasce con il pressing costante, il possesso palla, gli scambi veloci e il recupero in rapidità della sfera, ricordando in alcuni frangenti il Barcellona di Pep Guardiola, imitato da molti.

Se gli azzurri sul piano del gioco sembrano aver trovato una certa maturità, è mancata la continuità e la freddezza nei momenti decisivi: il primo posto, custodito fino al match con la Juve a febbraio, ha mostrato un Napoli stratosferico e per la prima volta, dai tempi di Maradona, davvero vicino al tricolore. Poi qualcosa si è rotto, la squadra ha accusato la stanchezza di una stagione ad altissimo livello e la pressione di un ambiente caldissimo, ma molto difficile, ed ha cominciato a perdere punti e certezze. Momenti chiave le brutte sconfitte con Udinese e Inter che hanno chiuso ufficialmente il discorso scudetto e rianimato le speranze di secondo posto della Roma.  Nonostante i problemi di continuità, quella 2015-2016 resta una stagione da record col “Pipita” che sotto ad una pioggia scrosciante al San Paolo, grazie alla tripletta rifilata al Frosinone, ha raggiunto e superato un primato che sembrava irraggiungibile nel calcio moderno: i 35 gol di Nordhal in un campionato a 20 squadre. Sono ben 36 i gol di Higuain, impreziositi dall’ultima perla in rovesciata. Un gol da vedere e rivedere per tutti gli amanti del calcio.

Ma è stata una stagione da record per molte altre voci statistiche, la prima di Sarri sulla panchina partenopea:
Maggior numero di vittorie in campionato (a 20 squadre): 25
Minor numero di sconfitte in campionato: 6
Maggior numero di vittorie in casa Sarri: 16
Minor numero di sconfitte in casa (campionato a 20 squadre): 0
Maggior numero di vittorie consecutive: 8
Maggior numero di punti ottenuti in una stagione: 82
Maggior numero di punti ottenuti in casa in una stagione (campionato a 3 punti e 20 squadre): 51
Maggior numero di reti segnate in campionato, (torneo a 20 squadre): 80
Minor numero di reti subite in campionato (campionato a 20 squadre): 32

Record battuti, Higuain sul podio della Scarpa d’oro…ma il futuro cosa porterà? Il Napoli ha tutte le carte in regola per lottare anche nella prossima stagione contro la Juventus e la Roma per lo scudetto. Ma basterà per giocare la Champions da protagonisti, il torneo calcistico europeo più esclusivo. La finale tutta spagnola di quest’anno tra il Real Madrid e l’Atletico di Madrid ci insegna che a volte “gli outsider” possono far torcere il naso ai grandi Club, anche se le quote William Hill sulla finale di Champions League danno leggermente favorito il Real Madrid per la vittoria.  Già definito l’acquisto del difensore Tonelli, colonna dell’Empoli e già allenato da Sarri, la questione principale è definire il futuro di Higuain: già ci si interroga se il Pipita resterà o andrà via e se ci sarà o meno un club disposto a pagare i 94 milioni della clausola rescissoria. Oggi l’attaccante argentino ha 2 anni di contratto ed uno stipendio da 5 milioni con De Laurentiis pronto ad offrire il prolungamento fino al 2020 ed un aumento a 7 milioni. L’impressione, comunque, secondo le indiscrezioni che trapelano dall’entourage del giocatore, è che Higuain potrebbe decidere di disputare la Champions col Napoli, accettando la proposta del presidente, in cambio di una riduzione della clausola a 60 milioni.

In caso di inaspettata rottura spunta un nome suggestivo: Zlatan Ibrahimovic. Lo svedese, il giorno dell’addio al Psg ha dichiarato ai microfoni francesi e svedesi: “So cosa farò nei prossimi anni, ma non lo dico…”. Sembra che, in realtà non sia ancora deciso nulla. Anche se, in queste ore, arriva dalla Svezia la notizia della candidatura del Napoli. Ibra ama la città e il Napoli è in Champions. Basterà a superare lo scoglio economico (lo svedese guadagna 12 milioni netti) e a battere la concorrenza del Milan che offre meno prospettive ma è rimasto nel cuore del centravanti? Intanto si cercano anche un vice-Higuain, individuato nel capocannoniere di Serie B, Gianluca Lapadula, ed un ricambio di qualità per il centrocampo: già partito il pressing sul centrocampista dell’Ajax Davy Klaassen. Per il primo si è tenuto a Roma un incontro tra i dirigenti azzurri e il presidente del Pescara, Daniele Sebastiani. Un incontro che non sarebbe ancora risolutivo con il Napoli che offre 6 milioni più bonus ed il Pescara che ne chiede otto. Per il rinforzo a metà campo, martedì scorso l’agente di Klaassen, Soren Lerby (che è anche quello di Mertens) ha incontrato a Roma i dirigenti partenopei e, quasi sicuramente, non si è parlato soltanto dell’esterno belga. Il Napoli offre 12 milioni, cifra ancora lontana dalle richieste olandesi con l’Ajax che ne chiede almeno 20. Chiusura a 18 più bonus?

di redazione