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Roma, 22 set —  Tamponi gratis per tutto il personale che ha deciso di non vaccinarsi contro il coronavirus: la decisione della catena di supermercati bio NaturaSì ha provocato un vero e proprio terremoto mediatico e causato la gastrite agli strenui sostenitori del green pass come misura coercitiva al vaccino: tra questi Roberto Burioni, che ha emesso la sua fatwa contro l’azienda invitando a boicottarla. «Se una catena di supermercati liscia il pelo ai no vax deve mettere in conto di perdere i clienti che hanno fatto il proprio dovere di cittadini vaccinandosi. Con me NaturaSì ha chiuso», scrive piccato su Twitter.



Burioni lancia lo strale ma NaturaSì guadagna clienti

La dirigenza di NaturaSì se ne farà una ragione: basta farsi un giro sui loro social per leggere un’ondata oceanica di commenti positivi — punteggiati da qualche beghina del green pass che dichiara di voler imitare Burioni — di utenti che plaudono l’iniziativa annunciando di voler diventare clienti fissi della catena di supermercati bio. Evidentemente, se ai pieni alti dell’azienda è stata presa questa decisione, qualche calcolo mettendo in relazione rischi-benefici lo avranno pur fatto… Anche perché molti radicali anti vaccino sono spesso appassionati di bio, medicina alternativa, il veganesimo. NaturaSì conosce bene il proprio target.

L’azienda risponde così

«Siamo intenzionati, per garantire il rispetto delle nuove norme sul green pass, a permettere a tutti i lavoratori di svolgere la propria attività in azienda liberamente, contribuendo come Gruppo al costo dei test previsti dalla legge», ha dichiarato Fabio Brescacin, presidente di NaturaSì: Burioni può quindi star sereno. «Non vogliamo entrare nella polemica: la nostra azienda vuole garantire un aiuto ai nostri collaboratori. Per noi, come azienda del biologico italiano, in armonia con la nostra missione, sono validi tre principi fondamentali: il rispetto della salute delle persone e della Terra, il rispetto della libertà individuale, i diritti e la dignità dei lavoratori».

La decisione dell’azienda, del resto, è assolutamente legittima e prevista dal decreto legge approvato all’unanimità in Consiglio dei ministri. «La società tutta sta vivendo una situazione complessivamente molto difficile, con la comparsa del virus», continua Brescacin. L’imperativo è evitare contrasti e divisioni tra i dipendenti in un clima dai toni fin troppo esasperati «nella relazione tra le persone, nel dibattito pubblico e nelle aziende»

Cristina Gauri



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4 Commenti

  1. I clienti come Burioni è meglio perderli che trovarli, i seminatori di zizzania sono dei tirchi della madonna! Quelli, più puzzoni, di Area C per intenderci.
    Se vogliono la guerra anche sugli acquisti etici, bene almeno ci divertiamo un po’, non siamo nati solo per soffrire. A voler far sul serio ancora oggi, nonostante il forte piano di concentrazione in atto, prendono una botta di fatturato tra il -20/-30%. La gente non ha avuto alcun piacere a farsi vaccinare, ne avrebbe fatto volentieri a meno. A sordi, oltre che tirchi della madonna!

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