Roma, 1 mar – L’Ucraina chiede l’intervento della Cina come mediatrice nell’ambito delle difficili operazioni negoziali con Mosca. È quanto rende noto un aggiornamento dell’Ansa.

Negoziati, Kiev vuole la Cina come mediatore

Mentre i combattimenti proseguono, il governo dell’Ucraina è pronto a rafforzare la comunicazione con la Cina nel contesto dei negoziati con la Russia. In altre parole, Kiev cerca un intervento diretto di Pechino. Del resto, nella dichiarazione si ascolta che “aspetta con impazienza una mediazione della parte cinese per realizzare il cessate il fuoco”. Le parole sono del ministro degli Esteri Dmytro Kuleba, indirizzati a quello cinese Wang Yi. I due hanno avuto un colloquio telefonico. Kuleba ha parlato del cosiddetto “primo round” dei negoziati ucraino-russi, dando come priorità assoluta il cessate il fuoco: “Porre fine alla guerra è la massima priorità della parte ucraina”. Inoltre, Kiev è “aperta a negoziare una soluzione” con “positività e sincerità”. Da sponda del gabinetto Zelensky la situazione “rimane calma ed è disposta a continuare i negoziati”.

Si combatte ancora

La guerra, di certo, non si ferma. Si combatte a Kiev, si combatte a Karkhiv. E il fronte si sposta anche sul versante economico, con le sanzioni alla Russia ma anche con le “resistenze” che Mosca ha approntato in queste settimane. Il primo round di trattative si è concluso. Domani si continuerà. E comincerà il “secondo”. Si parla, si tratta ancora in Bielorussia. E Putin non molla: Crimea riconosciuta ufficialmente e Ucraina neutrale. Da sponda Kiev, per il momento non sembrano esserci risposte positive: Zelensky oggi ha tenuto un discorso al parlamento europeo e ha chiesto l’ingresso immediato nel Paese nell’Ue, ribadendo tra l’altro un concetto già espresso nei giorni scorsi. Di Nato, per il momento, si parla di meno o sotto traccia. Sebbene la provocazione rimanga sempre in piedi.

Alberto Celletti

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