Roma, 10 nov – Ai No green pass di Milano potrebbero essere applicati divieti di manifestare simili a quelli visti a Trieste. È quanto si apprende dalle dichiarazioni della Questura, riportate da Open.



No green pass, il questore di Milano: “Da sabato si cambia film”

Giuseppe Petronzi, questore di Milano, annuncia un cambio “di linea” nella gestione dell’ordine per quel che riguarda i No green pass. Il Viminale d’altronde si era già espresso nel merito, ma l’autorità locale afferma che da sabato 13 novembre servirà un “percorso realmente condiviso” e “solo presidi statici”. I manifestanti infastidiscono gli automobilisti e la sempreverde collettività (la stessa che può – deduciamo – subire le innumerevoli manifestazioni pro Ddl Zan o “antifasciste”). Petronzi in un’intervista spiega che da sabato si vedrà “un film diverso rispetto a quello visto finora. Dopo una lunga fase di studio di un fenomeno nuovo, le idee si chiariscono sempre più. Speriamo in una risposta anche più intelligibile per la città”.

Aggiungendo poi che “è importante non far degenerare la situazione: danneggerei la città e il rimedio sarebbe peggiore del male. Riteniamo aver fatto ricorso a tutti gli strumenti a disposizione e mi riferisco a prescrizioni, misure preventive come daspo, fogli di via, arresti e denunce”.

Percorsi condivisi o statici

“Se non si raggiungerà un percorso realmente condiviso, si studieranno soluzioni che possano permettere loro di spiegare davvero le loro ragioni, invece di andare ad infastidire i poveri automobilisti e la collettività”. E poi: “Eserciteremo ogni azione utile a far rispettare il progetto che ci daremo. Non vogliamo forzare. Ma se un presidio è statico è statico“. Dichiarazioni sparse e “ammorbidite”. L’impressione – per carità, da verificare – è che si voglia raggiungere il medesimo risultato delle restrizioni di Trieste, utilizzando il covid come pretesto e il “percorso realmente condiviso” per evitare le manifestazioni nelle piazze e nei centri. A far riflettere è anche il tono dell’intervista rilasciata dal questore nell’analisi delle proteste, descritte quasi come un movimento terroristico, dal momento che Petronzi ci tiene a sottolineare quanto “dietro” non vi sia “mai un’unica mente” e che “direzione e obiettivi cambiano ogni volta”.

Milano sarà una seconda Trieste. A quanto pare, secondo il ministero dell’Interno, potrebbe esserlo tutta l’Italia: “Il Viminale vuole assicurare i diritti alla protesta di chi è contrario al green pass”, cita La Stampa. Per carità, il beneficio del dubbio si concede a tutti. Ma nella fattispecie non c’è da essere fiduciosi.

Stelio Fergola

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