Roma, 10 nov — Fedez definitivamente pronto alla discesa in campo elettorale? Questa volta gli indizi sembrano lasciare spazio a pochi dubbi; il rapper milanese ha infatti registrato proprio questa mattina , per il tramite della sua società, la Zdf, il dominio internet fedezelezioni2023.it.

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La carrellata di interventi “politici” di Fedez

Un indicatore inequivoco e che arriva al culmine di una continua serie di post, prese di posizione, dirette sui social, comunicati e polemiche feroci, come quelle sul ddl Zan o per il concerto del Primo Maggio, di cui il rapper si è reso protagonista. Spaziando dall’ immigrazione ai diritti civili — con una parentesi notoria pro ddl Zan su cui venne fatto addirittura una sorta di convegno digitale moderato dal rapper — Fedez non ha mai mancato di prendere posizione, spesso in maniera assai superficiale o dubbia, sulle tematiche che di volta in volta infuocavano il dibattito politico.

Celebri ormai anche i suoi scontri con Salvini, obliando però l’iniziale sostegno che il rapper aveva fornito al governo gialloverde, asserendo addirittura che all’epoca Salvini era coerente nella sua azione di governo con quanto aveva dichiarato e promesso in campagna elettorale. D’altronde la liaison tra Fedez e la politica, soprattutto quella di stampo populista, non è una novità: sua la canzone, Non sono Partito, utilizzata come sorta di inno dal M5S.

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I possibili scenari

La registrazione di un sito internet, dal sapore molto americano nel nome, può preludere a due scenari: o un diretto coinvolgimento elettorale del rapper, e probabilmente della sua dolce metà Chiara Ferragni, all’interno di un partito o addirittura costituendo ex novo un proprio soggetto politico; oppure potrebbe trattarsi di un’operazione ancora più all’americana e dai tratti inquietanti.

Ovvero, un sito che funga da «collettore» per raccolta fondi, advocacy, sostegno a singoli candidati che siano rispondenti ad una sorta di «agenda politica di Fedez». Questo sfruttando l’enorme seguito mediatico — praticamente un impero — a livello social della coppia di influencer. In questo secondo scenario — forse ancora più preoccupante visto il modo kitsch e votato spesso al mero ritorno commerciale con cui il rapper approccia le tematiche politiche — si può immaginare che da qui al 2023 i Ferragnez stileranno una sorta di loro programma, garantendo sostegno, magari pubblicitario, a quei candidati che dimostreranno di volerlo ossequiare.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

3 Commenti

  1. eh bhe infondo anche paperino una volta si è candidato in politica che ci vorrà mai….mi viene da piangere

  2. Si vergogna del suo cognome Lucia, comunque dopo Grillo la terra per personaggi di questo basso livello è parecchio bruciata! Non basta il digitale.

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