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“Non chiamateci mogli di”: il pianto di lady Franceschini e lady Fratoianni contro la “misoginia”

by Stelio Fergola
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sinistra misoginia random

Roma, 11 ago – A sinistra la misoginia domina. Cioè, ufficialmente domina il contrasto alla misoginia. Nel concreto, ogni aggettivo può essere misogino. E gli ultimi esempi lo mostrano chiaramente. A parlare sono le mogli e compagne di due politici in vista nella sfera del Pd e di un suo partito satellite, Dario Franceschini e Nicola Fratoianni.

Sinistra attenta, la misoginia incombe

Nessun cretino potrebbe negare l’esistenza dei misogini come di qualsiasi altra categoria umana problematica. Ciò detto, la tendenza di alcune donne di sinistra a denunciare misoginia random, sì, è un po’ eccessiva. Soprattutto se sono figure politicamente meno in vista di eventuali consorti più famosi.

Lady Franceschini e Lady Fratoianni protestano

Michela De Biase, “Lady Franceschini” come qualcuno l’ha chiamata in quanto consorte del ministro della Cultura Dario, su Facebook, riporta da Adnkronos, lancia il suo urlo di disapprovazione: “Per molti anni ho scelto di non commentare articoli di giornali e le tante parole spese sul mio conto quando, ad ogni passaggio che ha contraddistinto il mio impegno politico, sono stata descritta come la ‘moglie di’ o ‘Lady Franceschini’. Ora però non posso non farlo, non soltanto perché le reputo profondamente ingiuste ma perché proprio contro questo atteggiamento misogino e maschilista ho sempre lavorato, nelle istituzioni con atti a sostegno delle donne e contro la discriminazione delle nostre ragazze in ogni campo”.

Elisabetta Piccolotti, offensivamente “Lady Fratoianni”, invece protesta così: “A tutti gli altri vorrei dire solo una cosa – prosegue l’esponente di SI – a credere a quello che scrivono certi campioni destrorsi, renziani e pentastellati si può finire – a volte inconsapevolmente – a fare la parte degli utili idioti del sistema mediatico e di potere di questo Paese. Un sistema maschilista e sessista, fondato sulla demolizione del valore e della storia delle donne e sulla loro riduzione ad orpello degli uomini”.

E vabbè. Noi osserviamo, alla finestra, la scenetta, chiedendo alla De Biase e alla Piccolotti (escludiamo “lady” varie per non turbare troppo la sensibilità) se sappiano cosa vuol dire misoginia. E la repulsione che – da dizionario – provocherebbe. Ben oltre un “lady” considerato offensivo dai complessi (ma forse, anche dalla troppa voglia di esibizione mediatica).

Stelio Fergola

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2 comments

brutta ciao 11 Agosto 2022 - 1:06

Sensi di colpa, qualche vergogna ritardata in emersione? State zitte che i vs mariti non hanno fatto nulla contro tutto ciò; voi sempre neutre vero ?!

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Sergio Pacillo 11 Agosto 2022 - 6:29

A titolo di cronaca.
Un cenno alla misandria.

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