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Roma, 24 lug – La prossima volta che vi viene in mente di commentare i social con insulti, frasi omofobe e razziste, minacce da tastiera e invettive varie, mettetevi prima le classiche mani sul cuore e sul portafoglio: è nato un pool di avvocati ed altri sedicenti paladini della politically correctness che non vedono l’ora di farvi rimanere in mutande per insegnarvi la buona educazione. Uno tsunami di querele sta infatti per abbattersi sulle teste di tutti coloro che nell’ultimo periodo si sono dati da fare, con “discorsi d’odio” e invettive personali, a bersagliare personaggi più o meno pubblici coinvolti nelle “solite” battaglie dal tenore pro Lgbt, immigrazionista, etc.

Il sistema giudiziario nazionale ringrazia

Nasce così la campagna “Odiare ti costa”, ideata dall’avvocato Cathy La Torre, ispirata da quella caratteristica, propria di molti italiani, che li porta a capire un concetto solo se li si tocca nel portafoglio. Sarà indirizzata “a tutti” e potrà chiedere un indennizzo anche “il signor nessuno o la signora nessuno”. Chiunque venga fatto oggetto di bullismo online, su qualsiasi social, potrà chiedere un risarcimento. Con buona pace del sistema giudiziario già spesso al collasso per la mole del contenzioso, ora ci si mette pure il Signor Rossi che denuncia la signora Brambilla per aver criticato le sue inclinazioni sessuali. Il tutto moltiplicato per migliaia di volte dato che “in 48 ore abbiamo già ricevuto 6mila segnalazioni di odio”.

Pure i filosofi

Gli influencer plaudono all’iniziativa (e te pareva): è in fase di creazione “un pool comprendente avvocati, filosofi, investigatori, hacker etici ed esperti informatici forensi”. Filosofi? A che titolo un filosofo può stabilire con certezza giuridica se una frase esprima odio? Nessuno per ora lo spiega. “Il progetto è una ‘bomba’ e potrà far cambiare il modo di stare sui social”. Trasformando Facebook in una specie di Comitato di salute pubblica forse, in cui si ha paura di aprire bocca per il timore di veder rotolare teste.

Carola farà da apripista

La prima beneficiaria della campagna sarà, come riporta il Giornale, Carola Rackete. “Ho avuto mandato da Sea Watch di tutelarla civilmente dall‘odio sessista e insopportabile di cui è ormai vittima da un mese”, afferma La Torre, co-difensore della “capitana” insieme ad Alessandro Gamberini. La La Torre, solleticando la propensione di molti italiani a volersi ergere giudici degli altri senza essersi mai fatti un minimo di autocritica, ha ideato questo sistema che farà risparmiare un sacco di tempo al “pool” del suo progetto: anziché ricercare da sola tutte le frasi d’odio, ci penserà il popolo dei social a farlo, chiamato ad adempiere la sacra missione di farsi gli affari degli altri.  

Offese, non opinioni

L’entità del risarcimento? “Più la persona offesa è nota e più è alto”, spiega. “Ad ogni modo, si parte da circa 5mila euro fino ad arrivare a decine di migliaia di euro“. Odiatori, siete avvisati. A finire nel tritacarne giudiziario saranno “le offese”, non “le opinioni” né la libertà di dissenso. Ma l’ingiuria, la calunnia, le minacce. Tutte fattispecie che peraltro già integrano reati perseguibili e risarcibili, senza dover ricorrere a una squadra anti odio. Staremo a vedere chi traccerà (e secondo quali parametri) il confine tra dissenso e diffamazione, nel frattempo concedeteci di essere scettici sulla equanimità di questa iniziativa.

“Il senso è: si può esprimere un’opinione ma senza offendere nessuno. Chi lo fa pagherà per le proprie affermazioni. Non è censura. Non è liberticidio. È legge”. Ma ripetiamo, proprio perché è già legge non vi sarebbe alcun bisogno di istituire un pool. Lo scopo quindi sarebbe la rieducazione di quegli italiani che non hanno ancora ben chiara “la differenza tra ciò che è lecito e ciò che è illecito“. Nel post su Facebook il progetto viene presentato così: “Criticare una donna per le sue posizioni politiche è un sacro diritto. Augurarle lo stupro è invece un delitto. Criticare una persona perché solidarizza con i migranti è un sacro diritto. Insultarla, accusarla senza prove di qualche crimine, calunniarla è invece un delitto. Criticare un omosessuale per le sue idee è un sacro diritto: insultarlo, offenderlo, ingiuriarlo, augurargli o promettergli violenza no. Quello è un delitto. È un danno”. Vedremo se si tratterà solo di questo.

Cristina Gauri

11 Commenti

  1. Proprio come previsto e sancito dai “fasulli” “PROTOCOLLI” già prima dell’ anno di grazia 1912. “Verranno varate leggi a tutela di ogni sconcezza, di ogni minoranza indesiderabile e nociva, etc., per intimorire, piegare, e conculcare la volontà popolare. Per ridurre le masse al silenzio, alla sopportazione “o così, o pomi'”, e all’ obbedienza coatta e condita di beffardo “legalitarismo”. Tutto il contrario di chi diceva: “noi governiamo con l’ amore, non con le baionette!”. E lo faceva! Checché ne dica la storiografia e la massmedialita’ “main stream”, tutti i loro caudatari e tutti gli azzeccagarbugli che, nel marasma vigente e nella crisi di ogni buon senso, dignità e amor di Patria, hanno fiutato il “businness”! Proprio come le mosche, e certi altri insetti tutt’ altro che piacevoli graditi & benvoluti, fiutano da kilometri ogni genere di puzzolente liquame, sozzeria e monnezza assortita. Naturalmente, più è putrefatta e meglio è!

  2. Queste persone stanno forzando la mano, questa è dittatura bella e buona! lo stesso contesto culturale che portò alla follia degli anni 70, sono una minoranza e non accettano le regole della democrazia, ergo, tentano tutte le strade possibili per arrivare a sottomettere chiunque esprima dissenso circa le loro ” elucubrazioni “. Questi imbelli, cresciuti a Reality Show, dove ogni maschio viene rappresentato come un pederasta frignante, hanno una rappresentazione totalmente artefatta della realtà; presto si troveranno a fronteggiare l’ira di chi non ne può più, di ascoltare messaggi mendaci ed informazioni fallaci, il diritto non può essere sempre piegato ai propri voleri, (caso Seawatch docet). Leggendo il vostro articolo sull’accoglienza polacca al Gaypride, mi è venuta voglia di trasferirmi, i popoli dell’est Europa che hanno, si, sperimentato la dittatura comunista, hanno un radicamento morale su valori etnici e religiosi, che i rappresentanti occidentali delle sinistre neppure si sognano; debosciati privi di spina dorsale che pensano di potersi ergere su di un piedistallo additando le manchevolezze altrui, sempre celando, e obliando, le proprie.

  3. Varrà anche contro gli “odiatori” appartenenti alla “cara” “sinistra”?… Verranno perseguiti anche coloro che raffigurano il Ministro Salvini come un maiale? Che lo raffigurano impiccato o sparato? Coloro che insultano pubblicamente e quotidianamente la Sig.ra Meloni ? Coloro che danno degli :”analfabeti” a tutti coloro che non intendono votare il partito pidiessista?… Gli Italiani dovrebbero risarcirsi l’ un l’ altro! In continuazione! Ministro Salvini, promuovi una legge per cui ognuno sia libero di esprimere la sua rabbia e il suo disgusto! Il cancro viene proprio quando un normale essere umano non può piu’ neppure sfogarsi esprimendo un’ opinione, per discutibile che sia! Mettiamo fuori gioco certi legulei da strapazzo che sono solo a caccia dei soldi altrui, e che le strologano tutte per estorcerli. Legalmente e non! Lasciamoli fuori dalla nostra vita! Mai come oggi le più elementari libertà dei cittadini sono messe sempre più brutalmente, poliziescamente e giudiziariamente in discussione! Vogliamo uno Stato dove non si possa essere perseguiti dal venditore di fumo forense di turno solo perché, ad esempio, notiamo che in posti come Bibbiano et similia, il partito pidiessista governa da decenni ed ha concepito e creato un sistema di conculcazione sistematica dei più indifesi, e di terrore ed omertà usati come arma contro chi dissente! Buona fortuna! Italia!

  4. ma una campagna del genere non dovrebbe essere visto come “accapparramento di clientela” e pertanto non ammessa/vietata dal codice deontologico forense ?

    perchè una cosa è pubblicizzare il diritto generale di sporgere una querela dopo un insulto,ben altra quella di pubblicizzare il proprio studio legale come se fosse l’unico specializzato in Italia nel redigere querele da “odio facebook”,grazie al propagandato team di esperti,dal filosofo all’hacker buonista.

    penso che come Primato Nazionale dovreste approfondire la questione.

  5. negli stadi da sempre esistono gli sfottò che poco hanno a che vedere col galateo ma neanche con il reato di minacce. Chi mai prenderebbe sul serio il ‘devi morire!’ gridato dagli spalti all’avversario? a Roma ‘te possino ammazza’ se lo dicono pure tra amici. L’augurio di un male, tipo lo stupro della nota presidenta, è un fatto di pessimo gusto ma quale reato costituirebbe?
    la minaccia è un’altra cosa, al limite può trattarsi di istigazione a delinquere. internet è una piazza e la portata offensiva di certe espressioni va contestualizzata. Chi si mette in piazza non può poi lamentarsi delle grida e dei fischi che partono dalla folla. Pure la Roma dei papi tollerava le pasquinate. Se si tolgono pure questi sfoghi solitamente innocui l’odio represso esploderà in maniera molto più virulenta

  6. Caspita! Allora Salvini ha una rendita a vita assicurata! Ah no, dimenticavo… il maschio bianco europeo non rientra tra le categorie perennemente vittime d’abusi.

  7. augurare la morte a un ministro non gradito, minacciare avversari politici sgraditi e magari aggredirli sono reati per queste teste fini o sono diritti?

  8. Quindi ognuno di noi dovra’ accettare, faccio un esempio, quei maialini che girano per roma depravati che si slinguazzano mascolo con mascolo peloso e non potra’ piu’ dire che gli fanno schifo orrore e paura? Mi dispiace ma voglio essere libero di esprimere la mia opinione su certi maiali!

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