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Roma, 30 lug – Netflix non delude mai. Proprio quando pensi che la piattaforma ti abbia mostrato ormai tutto lo scibile e l’immaginabile in termini di propaganda globalista, pro-lgbt, anti-bianca e anticristiana, ecco che arriva qualche produttore o sceneggiatore ad estrarre l’ennesimo unicorno dal cilindro del politicamente corretto: «Che ne dite se mettiamo una bambina trans in una serie che parla di baby sitter?». E perché no? Quando si tocca il fondo non è detto che si debba cercare di risalire. Si può sempre decidere di scavare.

Ecco quindi Kai Shappley, 9 anni, baby attrice transgender. Cioè un bambino che crede di essere una bambina, e si veste e comporta come tale, e a cui i genitori stanno somministrando ormoni per la transizione da maschio a femmina. Kai è apparsa (o apparso?) in un episodio della serie Baby-Sitters Club intitolata Mary Anne saves the day, dove interpreta Bailey, una bambina trans. Cioè se stesso/a. L’operazione ha ricevuto il plauso dell’attivista Lgbt e scrittrice Monica Roberts, che si è detta soddisfatta di come la produzione dello show abbia gestito il tema «con sensibilità».

La madre di Kai, Kimberly Shappley, in un’intervista del 2017 per il sito Good Housekeeping si definisce «una madre cristiana con una figlia transgender» che «sosteneva di essere una ragazza almeno sei volte al giorno» fin da quando aveva tre anni. «Dirigevo un piccolo gruppo di studio sulla Bibbia e non supportavo né perdonavo coloro che vivevano lo stile di vita Lgbt», ha spiegato aggiungendo di aver «lottato per accettare Kai» fino all’incontro con un gruppo di madri cristiane di bambini Lgbt. Lì, Kimberly racconta di aver appreso di un’adolescente transgender morta suicida «perché i suoi genitori non l’avrebbero lasciata essere ciò che Dio aveva progettato per lei». E conclude così: «Non c’è mai stato un momento di dubbio o rimpianto dopo aver scelto di consentire la transizione di Kai», ha detto. «Ho imparato tantissimo sull’identità e sulla fede amando la mia bellissima figlia esattamente come è».

Cristina Gauri

4 Commenti

  1. Ognuno è libero di impiegare il proprio tempo pensando ai fatti privati altrui, all’orientamento sessuale e quant’altro, io impiego 10 secondi ad eliminare questo sito dai futuri risultati del motore di ricerca. Articoli talmente anacronistici che anche i miei nonni resterebbero straniti.