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Panama: inaugurato il nuovo canale “made in Italy”

by Filippo Burla
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cimolai panama

Le paratoie, opera della friulana Cimolai, in viaggio verso Panama

Panama, 27 giu – Parla italiano, eccome se lo parla, il nuovo canale di Panama, monumentale opera di collegamento fra gli oceani Atlantico e Pacifico, il cui colossale raddoppio è stato inaugurato nella giornata di ieri. Sono serviti sette anni, fra lavori e controversie anche giudiziarie, ma alla fine l’ampliamento è stato portato a compimento.

Si chiama sempre canale di Panama, ma il cuore è decisamente made in Italy. Non solo per la costruzione, affidata ad un gruppo italo-spagnolo di imprese con la Salini Impregilo al 48% del consorzio e la guida degli scavi, ma anche per le soluzioni tecnologiche adottare. E’ italiano il software operativo utilizzato e sono italiane le paratoie, disegnate e costruite dalla Cimolai di Pordenone, anima del progetto grazie anche alle quali è stata battuta la concorrenza degli Stati Uniti, che non si aspettavano di perdere nel proprio “giardino di casa”. Forse proprio per questo si è sospettata la loro mano nella rottura delle trattative che nel febbraio 2014 aveva rischiato di far saltare l’intera opera. L’oggetto del contendere erano gli extra-costi derivanti dallo smaltimento delle terre di scavo, difficilmente riutilizzabili e quindi da smaltire con conseguente aggravio per le imprese costruttrici. Risolti i problemi, il consorzio ha proseguito nella mastodontica opera: 50 milioni i metri cubi di terra movimentati, 290mila tonnellate di ferro utilizzate, quasi 5 milioni i metri cubi di calcestrutto e oltre 100mila ore di lavoro per permettere il transito, entro il 2025, del doppio delle navi che attualmente si servono del canale di Panama per evitare di circumnavigare il continente americano.

Il battesimo del canale di Panama è avvenuto, alla presenza delle autorità, con il passaggio della “Cosco shipping Panama”, colosso da 300 metri per quasi 50 di larghezza, che è entrata dal lato del golfo del Messico per poi arrivare, dieci ore dopo, all’imboccatura dell’oceano Pacifico, ricevuta dal presidente panamense Juan Carlos Varela e da una delegazione di invitati internazionali.

Filippo Burla

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