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Roma, – 27 giu – Il 24 giugno, il giorno dopo gli esiti del referendum sulla Brexit, a Londra ed Edimburgo si sono svolte due manifestazioni organizzate da ambienti della sinistra radicale, attivisti antirazzisti, antifascisti e chi più “anti” ha più ne metta. A Londra, i manifestanti portavano striscioni con la scritta ” I rifugiati sono i benvenuti qui ” e “No al razzismo “, scandendo slogan anti- razzisti . A Edimburgo, in Scozia, l’evento rifletteva in modo preminente la rabbia per la vittoria del “Leave” dall’UE, ma non sono mancati anche qui striscioni contro l’omofobia (che poi cosa c’entri con la Brexit non è dato saperlo) contro il razzismo, il sessismo e per la parità di genere.

E’ curioso -ma forse non più di tanto – come gli “anti-tutto” europei non si rendano conto che manifestare contro la Brexit con queste parole d’ordine e cioè in favore dell’eliminazione dei confini, per l’accoglienza a tutti e a tutti i costi significa avere la stessa identica posizione di Soros, delle banche private, della BCE e di Draghi. Soggetti, questi ultimi, che almeno in teoria rappresentano nell’immaginario politico della sinistra radicale dei nemici da abbattere. Ma i “compagni” d’oltremanica cosa pensano dei lavoratori di Leeds e Manchester che hanno votato “Leave”, sono anche loro nemici?

Aurelio Pagani

2 Commenti

  1. Infatti, secondo voi, chi finanzia quelle baldracche delle Femen? E chi foraggia la galassia “antagonista” russa cui facevano capo anche le Pussy Riot? Il vecchio, abominevole apolide, naturalmente. I no-global sono in realtà very-global, il loro antagonismo è una finzione.