Milano, 29 ago – Quanti bambini appassionati di calcio hanno come desiderio quello di giocare e segnare per la squadra del cuore? Sicuramente sono in tanti a sognare di essere convocati per il classico ritiro estivo con relative tournée mondiali con i professionisti e magari andare pure in rete: sogno di mezz’estate verrebbe da dire. I richiami a Shakespeare, però, finiscono qui dove inizia la storia di Patrick Cutrone, classe 1998 nato a Como e attualmente miglior marcatore del Milan.

Nel Milan cinese del grande investimento è un giovane italiano, entrato nel settore giovanile rossonero a soli otto anni, a far parlare di sé. Durante la tournée americana segna due gol al Bayern Monaco: calcio d’estate si suol dire, ma il giovane attaccante non sembra sentire il passare del tempo e il 3 agosto segna il primo vero gol da professionista contro il Craiova a San Siro nel match di ritorno del preliminare di Europa League. Episodio? Assolutamente no: dalla partita di ritorno con lo Shkendija – onestamente squadra non irresistibile, per usare un eufemismo – Cutrone sembra trasformarsi in un cecchino, arrivando segnare anche nelle prime due giornate di campionato con Crotone e Cagliari.

Nella Serie A sempre meno italiana è proprio un ragazzo di Como ad essere protagonista e a diventare un simbolo e una speranza, anche se abbastanza flebile: quella di vedere più giovani italiani nelle nostre squadre. Un nome sudamericano o un giovane africano magari con una bella storia da profugo faranno sicuramente gola, ma leggere il tabellone di un tempio del calcio come San Siro e vedere che il Milan ha vinto con un gol di un ragazzo italiano che risponde al nome di Patrick Cutrone a noi piace molto di più. Qualche mese fa celebravamo Belotti – bellissimo il suo gol al Sassuolo nella scorsa giornata di campionato – che per Cutrone, guarda a caso, è fonte di ispirazione. Diciamolo dunque: i giovani italiani bravi esistono. E sono pure forti.

Giacomo Bianchini

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