Roma, 13 ago – Silvio Berlusconi ha evocato il presidenzialismo, dicendo che nel caso in cui passasse una riforma costituzionale di stampo presidenzialista – che è poi parte degli intenti di una fetta di centrodestra da molti anni – il presidente della Repubblica in carica dovrebbe dimettersi, per consentire l’elezione di un nuovo presidente con il nuovo sistema. Ovviamente, Letta e il cosiddetto nuovo centro, che non si capisce in cosa sia differente dal vecchio centro o da qualsiasi centro ci sia stato nella storia repubblicana, hanno colto la palla al balzo. Hanno cioè estrapolato come al solito parti della comunicazione dell’avversario: ecco che parla la vera anima del centrodestra, l’anima fascista, che vuole sovvertire le istituzioni. Tutte storie, è chiaro: quando non si hanno argomenti, si fanno tiri di questo genere.

Presidenzialismo, che noia i pizzicotti della sinistra 

In realtà, Berlusconi ha detto una cosa sensata. D’altronde, se viene varata una riforma costituzionale che determina un nuovo assetto istituzionale e che attribuisce dunque nuovi poteri al Presidente della Repubblica, è sul piano giuridico – e anche politico, aggiungiamo – corretto che il Presidente eletto con la precedente legge costituzionale rimanga in carica? Non è forse più opportuno prevedere un periodo transitorio e poi nuove elezioni che potrebbero portare alla rielezione anche del precedente Presidente? Domande legittime e che quantomeno meriterebbero una profonda riflessione.

La solita litania di accuse di fascismo

Il pizzicotto dato da Letta e compagni è solo l’ultimo di una litania di accuse di fascismo e di sovversione delle istituzioni, una litania che la sinistra crede però possa essere efficace: se diciamo che c’è il rischio di fascismo in Italia e indichiamo il centrodestra come il cavallo di Troia del fascismo, allora la gente, che tiene tanto alla democrazia, voterà noi. L’errore di Letta e compagnia è credere che per ottenere voti sia sufficiente instillare nell’elettorato il dubbio che vi sia qualche forza – e in questo caso il centrodestra – che voglia cambiare l’assetto istituzionale e presentarsi come i salvatori delle attuali istituzioni e del sistema politico.

Ciò che Letta e compagnia però non hanno capito è che buona parte dell’elettorato – a parte chi dalle istituzioni trae vantaggi e privilegi – non solo si è disaffezionata alle istituzioni ma ha maturato spesso un sentimento di odio o di insofferenza verso le stesse. E ha maturato questi sentimenti non perché è improvvisamente diventata insurrezionale o anarchica o fascista o altro, semmai perché istituzioni e politici si sono distaccati dalle istanze dei cittadini.

Edoardo Santelli

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1 commento

  1. Non siamo una ditta “famm, fumm, frecc e fastidi” che ha bisogno solo di un presidente in versione modificata.

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