Roma, 13 ago — Indiscrezioni clamorose filtrano dagli Stati Uniti, dove il Washington Post ha pubblicato i capi di imputazione che sarebbero contestati all’ex presidente Usa Donald Trump e che sono alla base del mandato di perquisizione che ha portato al raid nella villa del tycoon a Mar-a-Lago, in Florida, il 9 agosto.

Trump indagato per spionaggio

Il blitz dell’FBI — liquidato da Trump come «un assalto alla sua proprietà» e che è al centro di un rovente dibattito politico con molti governatori repubblicani che lo hanno bollato come «anti-americano» — si basava, stando a quanto riportano le fonti giornalistiche basate sulla desecretazione del mandato di perquisizione, sulla presunta violazione dell’Espionage act, la legge anti-spionaggio e di altre leggi sull’intralcio alla giustizia e alla distruzione dei documenti riservati del governo federale.

Cosa cerca l’Fbi

Nel caso concreto, Trump avrebbe portato via con sé dalla Casa Bianca, una volta perse le elezioni, scatoloni di documenti con codici segreti e considerati secretati, tra cui, secondo quanto precisa il Wall Street Journal, un intero scatolone contenente informazioni e notizie sul Presidente francese Emmanuel Macron, e a quanto sembra la corrispondenza con il dittatore nordcoreano Kim Jong-un. I capi di accusa sono molto gravi ed è la prima volta nella storia degli Usa che vengono rivolti a un ex Presidente. La ricerca dell’Fbi era rivolta a documenti concernenti il nucleare, anche se non è noto se le informazioni riguardassero i plessi americani o quelli di qualche altro Paese.

La reazione di Trump

Furioso, come prevedibile, l’ex residente Usa il quale si stava riaccreditando in vista di una eventuale rielezione nel 2024. Senza dubbio, i capi di imputazione contestati sono un duro colpo alla sua reputazione, anche perché finiscono con il sommarsi all’ormai nota questione delle presunte interferenze russe nella campagna elettorale che lo vide vincitore nel 2016 e all’assalto a Capitol Hill da parte dei suoi supporter, quando invece l’ex Presidente perse le elezioni successive contro Biden.

Trump ha lamentato che la perquisizione non è stata minimamente annunciata né concordata e che nonostante egli abbia sempre mantenuto un comportamento estremamente collaborativo con le agenzie federali, è stato ripagato in questo modo. Il materiale sequestrato dall’Fbi nella residenza di Mar-a-Lago, sostiene il tycoon attraverso il suo media Truth, era «tutto declassificato». I federali, ha proseguito, «non avevano bisogno di sequestrarli. Potevano averle senza politicizzare e fare irruzione a Mar-a-Lago». Il materiale, afferma inoltre l’ex presidente, era in un «luogo sicuro, con un lucchetto aggiuntivo su loro richiesta». La questione delle armi nucleari «è una bufala, proprio come la Russia, la Russia era una bufala, due impeachment erano una bufala, l’indagine Mueller era una bufala e molto altro ancora», ha concluso l’ex accusando «le stesse persone squallide» di stare cospirando contro di lui.

Che cosa rischia il tycoon

Ma cosa rischia in concreto Donald Trump? Al di là del netto ed evidente danno di reputazione, i capi di accusa sono molto gravi. Le violazioni alla normativa sullo spionaggio e sui documenti riservati prevedono pene fino a dieci anni di carcere, mentre un altro capo di imputazione indicato nel mandato di perquisizione — quello di intralcio alla giustizia — prevede pene fino a 20 anni. E mentre appare del tutto implausibile che le autorità americane vogliano spingersi fino al punto di non ritorno dell’arresto di Trump, cosa che finirebbe per ingenerare tensioni politiche destinate con ogni probabilità a sfociare nella violenza, è certo che la natura e la gravità delle accuse finiranno per rendere molto difficile la vita mediatica dell’ex Presidente, soprattutto ora che si apprestava a tornare in pista per le elezioni 2024.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

5 Commenti

  1. Questo ex presidente è anche lui più un Tafazzi che una cima (doc statali in proprietà privata), ma non comprendo la sostanza della questione, visto che D.Trump era comunque venuto legalmente e responsabilmente a conoscenza di questi dati. O vogliamo credere che la sua casa fosse un possibile colabrodo, altrimenti siamo sempre al solito, molto abusato, “manganello procedurale”. Anche in Italia ne sappiamo qualcosa, tutti sempre più inattivi a causa di questa moderna, complessa mannaia dietro l’ angolo.

  2. Invito l’Autrice dell’articolo a tralasciare le balle (supposizioni, insinuazioni, allusioni, ecc.) pubblicate da Washington Post, WSJ, NYT (notoriamente ‘liberal’ schierati contro Trump), e a valutare quanto concretamente pubblicato da Breitbart.com, che riproduce integralmente i documenti autorizzativi dell’ispezione a Mar-a-Lago (‘Search and Seizure Warrant’), nonchè gli allegati – inventario dei materiali sequestrati, locali da ispezionare, riferimenti legislativi all’origine del mandato, ecc..
    Al momento, l’articolo (che promette di riferire puntualmente sugli sviluppi del caso) si conclude facendo notare la dichiarazione di Trump, secondo la quale si tratta di documenti da lui stesso declassificati al tempo della sua presidenza:
    <>

    Anche il clamore di certa stampa sulla presenza nel dossier di pretesi “segreti nucleari”, si fonda su… una mera fandonia.

    https://www.breitbart.com/politics/2022/08/12/exclusive-warrant-shows-doj-fbi-waited-several-days-after-judge-approved-to-conduct-mar-a-lago-raid/

    Grazie per l’attenzione. Un cordiale saluto

  3. Si giusto si concroda chi rimanda a Bretbart ottimo sito , mollate la èletora di siti TeoCon NeoCon che fanno riferimento a giornali liberl marxisti tipo uascintonSpot e similari , che ce frega! Trump ha vinto e i nazi Soros gang bang vogliono killerarlo!

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