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Perché i sermoni di Augias sì e la “propaganda” di Salvini coi bambini no?

by Valerio Benedetti
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Roma, 14 nov – Se qualcuno se la fosse persa, lo aggiorniamo subito. Rai3 ha inaugurato un programma intitolato Alla lavagna. Qui politici e personaggi pubblici vengono interrogati da una classe di bambini tra i 9 e i 12 anni. Ebbene, per la prima puntata è stato invitato Matteo Salvini, il ministro dell’Interno che si è attirato l’odio di tutta la sinistra italiana. I bambini gli pongono domande come «sei razzista?», «che cos’è il sovranismo?». Lui risponde. Fine. Senonché, appena terminato il programma, tutti i media mainstream danno di matto: è propaganda, dicono. Di più: «È una vergogna strumentalizzare così i bambini», tuona un utente social. Un altro, in tutta serietà, afferma addirittura: «La sinistra riparta dal bambino con la maglia rossa che si è messo tardi in posa».
Ora, se non fosse materia da consegnare a qualche bravo psichiatra, forse è il caso di spenderci due parole. Si tratta di affermare l’ovvio, ma tant’è: il programma prevede che anche altri politici avranno l’occasione di rispondere alle domande dei bambini. Non solo Salvini. Presumibilmente anche Renzi e Martina potranno parlare con i poveri infanti. Di che stiamo parlando, quindi? E poi: ma qualcuno si è accorto che la predica è partita, tra gli altri, dal pulpito di Repubblica? Ossia dallo stesso quotidiano che si spellava le mani quando Barack Obama spiegava a dei teneri scolari americani la sua mission politica? Insomma, fateci capire: quella di Salvini è propaganda e quella di Obama no? E chi lo decide che cosa è propaganda e che cosa no? Forse Repubblica? Quella stessa Repubblica che non si fece scrupolo alcuno nello strumentalizzare dei bambini per la campagna pro-ius soli? Su, facciamo i seri.
Ma rimaniamo pure sul servizio pubblico. Proprio Rai3 (ma non solo) ospita da sempre i sermoni globalisti di un tipo come Corrado Augias. Stiamo parlando di un giornalista puntualmente presentato come un santone o una specie di oracolo. Uno che, tanto per dirne una, sostiene che il meticciato sia la grande sfida della politica italiana. E questo nonostante la maggioranza dei nostri connazionali non ne voglia sapere di estinguersi. Insomma, non è forse propaganda questa, e della peggior specie per giunta? Ma forse il punto è un altro: la sinistra è stata ormai infettata dalla «sindrome di Saviano». Lo scrittore napoletano – com’è noto – appare in televisione solo ed esclusivamente per fare monologhi. Mai che ci sia un dibattito, un contraddittorio. Cari compagni, lo sapete che c’è di nuovo? C’è che, anche in tv, ormai «la pacchia è finita». Mettetevi l’anima pace.
Valerio Benedetti

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Rocco 15 Novembre 2018 - 8:48

Scalvini e lo stesso imbroglione che avevo promesso la flat tax per tutti e che avrebbe rispedito indietro 600000 immigrati

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