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Roma, 17 dic – Gli uomini femministi sono come gli unicorni: non esistono. Semmai, esistono uomini che vogliono arruffianarsi le femministe, magari con propositi che non hanno nulla a che fare con il #metoo. Sarà forse per questo che nel suo blog su Il Fatto Quotidiano il musicologo Fabrizio Basciano riesce quasi (ho detto quasi) a farci stare simpatici Sfera Ebbasta e Dark Polo Gang e la pochezza dei loro testi: bollandoli come «oltremodo offensivi della dignità delle donne oltre che promotori di un notevole cumulo di evidenti disvalori» e invocando non la censura, ma addirittura la querela. «Appellare ripetutamente le donne in modo osceno e senza sosta alcuna, indicarle come meri oggetti di soddisfazione sessuale e privarle sistematicamente di qualsivoglia dignità umana non è certo un giochino da bambini, ma diffamazione e violenza verbale di genere», tuona Basciano dalle pagine del Fatto. «Non c’è dunque mica bisogno della censura, ma semmai di applicare la legge».
Ma quale legge? Per quanto riguarda la diffamazione, i testi di Sfera e soci non sono mai riferiti a una persona specifica ma rappresentano, per quanto stupidamente, delle esperienze vissute o immaginate. Portando poi alle estreme conseguenze le fantasiose asserzioni dell’autore dell’articolo, bisognerebbe querelare qualunque rapper, gruppo punk o metal mai esistito sul pianeta Terra, nonché fare roghi di centinaia di autori letterari, da Bukowski a Sade, da Céline a Brett Easton Ellis. Dulcis in fundo, Basciano si chiede perché le femministe tacciano: «è perciò, in conclusione, che ci chiediamo quale sia a riguardo la posizione delle miriadi di associazioni e collettivi femministi impegnati nelle tante battaglie per l’emancipazione femminile». Ovviamente, da bravo sostenitore del femminismo, decide lui che cosa le donne debbano pensare e che battaglie debbano combattere per loro stesse.
Questo tipo di delirio censorio è un film peraltro già visto negli anni ’90 con le penose crociate di Tipper Gore e le «mamme antirock»: ricordiamo come la moglie dell’ex vicepresidente Usa Al Gore (l‘ironia del cognome!) si sia adoperata per mettere al bando i testi di band ritenute oscene, offensive o ripugnanti. Impose l’apposizione del famigerato adesivo Explicit Lyrics sulle copertine dei dischi incriminati e portò in tribunale case di produzione e gruppi musicali. Tutto si risolse ovviamente in una bolla di sapone. Infatti, sono le logiche capitalistiche di profitto e commercializzazione i veri normalizzatori morali, molto più delle demonizzazioni e delle minacce di denuncia. Che si sa, sortiscono solo l’effetto di rendere più desiderabile il prodotto. Basciano, neanche le basi…
Cristina Cortesi



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3 Commenti

  1. Siamo al delirio totale , pensiero unico comunistoide allo sbando………. Sfera e Dark Polo sono tipici esempi Trap che hanno un pubblico che va dagli 11 ai 15 anni,non in grado di articolare pensieri profondi ed in balia di una grammatica italiana sgangherata……… Per cui se le pseudo femministe sorosiane se la prendono tanto a cuore significa che queste odiose parassite nullafacenti cercano visibilità accusando artisti famosi……….le luride associazioni sinistre sono alla frutta,alla canna del gas……..auguri.

  2. Le femministe sono il fulcro principale di una società intrisa nel measma del buonismo più becero. Dovrebbero essere vietate per legge tutte le manifestazioni che organizzano e bollate come NOCIVE per l’umanità.

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