Roma, 15 giu – Come si fa a far impazzire la sinistra? Può bastare un errore (forse), del quale non è ancora nota la genesi, che ha portato la pagina facebook di Rai Sport a condividere un articolo della nostra testata.
Nello specifico si tratta del pezzo “Così l’Aquarius ha svelato il gioco sporco delle Ong” di Francesca Totolo, pubblicato questa mattina. Nulla a che vedere con lo sport e con la programmazione del canale Rai dedicato, si dirà. Fino ad un certo punto, visto che la sinistra si è subito prodotta nella sua attività agonistica preferita: il lancio di urla isteriche e indignate, con immancabili riferimenti all’istigazione all’odio e via discorrendo.
Capofila nella denuncia è stato Potere al Popolo, che attacca con un “GRAVISSIMO!” da far invidia alla celebre imitazione di Emilio Fede fatta da Beppe Braida. Cronometro – per restare in tema sport – alla mano, il raggruppamento dei centri sociali continua: “Da 35 minuti la pagina ufficiale di Rai Sport condivide un articolo della testata online legata a Casapound”, con seguito di indignazione – “da contribuenti del servizio pubblico pretendiamo immediate spiegazioni” . molto piccolo borghese e ben poco rivoluzionaria.
La denuncia sembra comunque aver fatto effetto, visto che Rai Sport ha quasi immediatamente cancellato il post condiviso. E in una nota la dirigenza della tv pubblica stigmatizza “l’uso improprio del profilo Facebook di Rai Sport per condividere una pagina del sito Il Primato nazionale”, oltre a spiegare di aver “disposto l’immediata rimozione del post, assicurando, al contempo, che sono già in essere tutte le iniziative volte a individuare il responsabile del gesto, per il quale saranno presi opportuni provvedimenti”.

1 commento

  1. “…sono già in essere tutte le iniziative volte a individuare il responsabile del gesto, per il quale saranno presi opportuni provvedimenti”
    mah…e io che ero rimasto aggiornato ad un articolo della “costituzione più bella del mondo” nonchè “antifa”:
    “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”

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