Roma, 27 apr – Record di studenti nelle scuole superiori di agraria in Italia che fanno registrare un aumento del 36% negli ultimi cinque anni. A dare la buona notizia è la Coldiretti con un’analisi dei dati del ministero dell’Istruzione (Miur) in occasione dell’Open Day dell’agricoltura sul lungomare Imperatore Augusto a Bari.

I ragazzi che alle superiori hanno scelto un percorso didattico legato alla terra sono 45.566 nell’anno scolastico 2017/18, un record negli ultimi cinque anni. Un successo legato alla voglia di studiare qualcosa che unisca la pratica alla teoria, che insegni a costruire una carriera professionale a contatto con la natura grazie a un’esperienza che affianca lo studio sui libri al lavoro nelle stalle, nei caseifici, nei campi, nei laboratori.
La prospettiva di futuro di agraria è confermata anche dal fatto che nei 35 percorsi didattici negli istituti tecnici superiori a livello nazionale si registra un tasso di occupati di oltre il 73% a un anno dal diploma, sempre secondo le elaborazioni Coldiretti, con picchi che vanno dal 94,1% dell’Abruzzo all’88,9% del Veneto, dal 79,1% della Lombardia al 76,5% della Puglia, al 77,8% dell’Emilia Romagna o al 75% del Lazio.

Altro dato positivo, gli Istituti di agraria proprio per la varietà della didattica offerta fanno registrare un minor numero di abbandoni scolastici e hanno una maggiore attrattività anche per i passaggi degli studenti che arrivano da altri percorsi di studi professionali e non. E nelle classi non ci sono solo figli di “famiglie agricole” ma sempre più anche giovani appassionati con genitori lontani dal mondo della terra.

“I giovani, prima e meglio di altri, hanno capito che l’Italia per crescere deve puntare su quegli asset di distintività nazionale che garantiscono un valore aggiunto nella competizione globale come il territorio, il turismo, la cultura, l’arte e il cibo – ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo – l’agroalimentare italiano offre una prospettiva di nuove e interessanti prospettive di futuro per chi sa esprimere la propria creatività a contatto con la natura”.

L’agricoltura, l’innovazione, il business. Tre punti cardine della nostra economia. I giovani manager che vengono dai campi li incarnano tutti: sono loro una delle punte di diamante della nostra imprenditoria, capaci di rinnovarsi mantenendo un legame tradizionale con la terra e il lavoro. Un tempo si diceva “vai a zappare” quando non eri portato per lo studio. Oggi per fortuna si va a scuola anche per imparare a zappare.

Adolfo Spezzaferro

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