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Roma, 17 giu — Mentre quei poveri pezzenti degli italiani si arrabattano tra tamponi, mascherine, green pass e all’orizzonte si profila lo spettro di una crisi economico-sociale senza precedenti in conseguenza di lockdown e restrizioni anti-Covid, il ministro per le Pari opportunità e per la famiglia Elena Bonetti ha ben chiare le priorità e le emergenze del Paese — che guarda caso coincidono con le sue. Cioè, fare una legge affinché i ministri donna vengano chiamati «ministre» sui siti istituzionali e sui documenti della Pubblica amministrazione.



Le priorità della Bonetti

«Se ministra o ministro? Sempre ministra. Sul sito del governo c’ è scritto ministro? Faremo una legge anche per questo, perché il titolo ufficiale è ministro, io però penso sia giusto chiamarmi ministra». Lo ha spiegato il ministro Bonetti — finché non esce una legge che prevede il carcere per chi non si adegua alla neolingua noi continueremo a declinare il nome al maschile — intervenendo alla trasmissione di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora. Servirebbe quindi, udite udite, addirittura una legge per cambiare la dicitura. «La dicitura sì», per «i ruoli della Pa», insiste lei.

«All’Università sono professore associato, formalmente, anche se mi faccio chiamare professoressa. Io credo – rincara la dose Bonetti – che sarebbe importante promuovere la declinazione al femminile del linguaggio. Se vogliamo testimoniare che le donne possono accedere a qualsiasi ruolo della Pa, vivendolo nell’esperienza del femminile, penso che anche il linguaggio debba avere la declinazione al femminile».

Un’altra delle sue ideone 

L’amore della Bonetti per le cause di una certa importanza non è una novita: già si era distinta l’anno scorso quando in pieno primo lockdown in un’intervista per il Tg2 Post l’avevamo sentita dire: «Sono convinta che la ripartenza partirà  dalle donne, che hanno dimostrato tenuta biologica, ma anche resilienza. E’ per questo che costituirò nel mio ministero una task force al femminile, donne per un nuovo rinascimento». Era il 6 aprile 2020, siamo al 17 giugno del 2021. Abbiamo visto che po’ po’ di «nuovo rinascimento», infatti.

Cristina Gauri

 



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8 Commenti

  1. Quante scemenze.. Da questo si capisce che non hanno problemi più grandi! Non hanno cose più importanti a cui pensare. Sono ricchi, lo stipendio non lo perdono di certo, sono privilegiati. Una casta. Insomma… se un politico venisse pagato come un operaio(è un modo di dire), scommetto che improvvisamente le “sue” prorità diventerebbero altre. Scommettiamo?
    Se dico Ministro Carfagna, per esempio, secondo voi nessuno capisce che è una donna? Non solo capisce che è donna ma anche che è femminista! (è una provocazione la mia, spero che venga presa come tale). Questo è molto più forte di qualsiasi declinazione. Testimonia che le donne possono accedere a qualsiasi ruolo delle pa? Assolutamente sì. Ergo: si stanno occupando del nulla. Questo voglio dire..
    Fra l’altro:
    Ministra ricorda minestra se devo essere sincero. Parlo solo di “suono”. Se fossi una donna preferirei essere chiamato/a ministro che ministra/minestra.
    P.s: non parlo di grammatica.. dico solo che alcune parole suonano meglio al maschile, altre al femminile.
    Esempio: atleta. Se un uomo che è un atleta volesse cambiare la regola e farsi chiamare “atleto”, suonerebbe malissimo.. immagino le risate che le gente si farebbe.
    Insomma.. a parte parlare di “potenziali” regole, leggi, chiediamoci anche il perchè alcune parole suonano meglio in un modo oppure nell’altro. Questo non ha niente a che vedere con “ipotetiche” lotte fra uomo e donna.

  2. Esempio: atleta. Se un uomo che è un atleta volesse cambiare la regola e farsi chiamare “atleto”,

    Ricorderebbe troppo l’Abatantuono degli anni 80.😂😂

  3. Passando oltre lo specifico caso in cui il Ministro si fa promotore per impegnare le istituzioni a formalizzare e rendere obbligatorio l’uso di un errore di ortografia da scuola elementare, sorge il dubbio che, visto anche alcuni precedenti interventi dello stesso Ministro, in radio, televisione e scritti, che il Ministro Bonetti abbia dei problemi personali con se stesso, forse un po’ troppo stress, lo invito ad occuparsi seriamente del suo ufficio, visto che si tratta di una carica pubblica al servizio dei cittadini.
    Colgo l’occasione per esprimere la mia gratitudine e fiducia a tutte le donne che affrontano la vita con coraggio e serietà.
    Valter

  4. I comunistelli della mia generazione berciavano
    “l’ immaginazione al potere” , ma non avrei mai immaginato che arrivassero COSI’ IN BASSO .

    Tant’ è , l’ immaginazione arriva fin dove arriva il pensiero ….. ed i rossi oggi si occupano solo di caxxx e figxxx , massimo di culi , e del loro modo
    d’ uso ……. vedi decretino zan zan zan zan , zan zan !

    Non ho mai valutato una persona in base alla “dotazione” , patata o pisello … e m’ è capitato di collaborare con manager donna , mediamente più in gamba dei colleghi uomini ……

    cavolo , spero che la ministr#ahahah non ci costringa a scrivere manager-A , che suona tipo megera …..

    stupido è chi lo stupido FA (Forrest Gump)

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