Roma, 3 ott – Matteo Renzi versus Pd appare un tema praticamente quotidiano, tante e tali sono le dichiarazioni dell’ex segretario sia contro Enrico Letta che contro il partito del Nazareno in generale. Un’ossessione decisamente divertente, che quasi potrebbe spingere a immaginare scenari fantapolitici i quali, però, vengono scongiurati se si pensa a quale potrebbe essere la strategia dell’astuto politico fiorentino.

Renzi contro il Pd

In realtà il tema è sempre stato “caldo”, per così dire. Perché Renzi, contro il Pd, ha un po’ sempre remato contro. Già in piena campagna elettorale, tra un “asino” dato a Letta, sfottendolo sugli ormai celebri “occhi della tigre”, alle critiche alla candidatura di Andrea Crisanti, sebbene mitigate da una formale disponibilità a trattare quando il segretario Pd aveva cercato quasi disperatamente di allargare il campo a forze le quali, tra l’altro, non sarebbero probabilmente manco state ostili ad una eventuale maggioranza di centrosinistra.

La mitologica storia che vede l’ex-segretario contro il Nazareno si manifesta in modo così aggressivo da rendere impossibile non emettere almeno qualche grassa risata. Nel post voto, Renzi si è scatenato a tal punto da non fare altro che bersagliare i vertici del suo ex-partito (“il Pd si sconfigge da solo”) quanto di profetizzarne la fine imminente. L’ultima è quella sparata quasi con il ghigno beffardo riportata anche da Open: “Il Pd per come l’abbiamo conosciuto è finito. Questione di mesi e il congresso lo chiarirà definitivamente”.

Insomma: che spettacolo. Dal terzo polo giungono bordate costanti agli ex-rossi. Ma mentre Carlo Calenda, tutto solo, si immalinconisce per il sogno svanito del Mario Draghi perenne, nelle terre toscane si cala la scure. Al punto di far quasi immaginare una – ovviamente fantapolitica e impossibile – vicinanza al centrodestra e magari perfino un supporto esterno al nascente esecutivo, piuttosto che ad una sinistra verso cui i rancori sembrano essere davvero tanti.

Le reali ragioni dell’ex segretario

Per carità, l’idea di un appoggio esterno al futuro governo Meloni è pura fantasia. Ma la situazione è così divertente che quasi rende lecito immaginare scenari così improbabil, senza dimenticare che le dichiarazioni fanno sempre riflettere. Tipo l’ultima, rilasciata a Zona Bianca, riportata da Adnkronos, nella quale Renzi dice che “se la Meloni farà cose giuste saremo con lei”, e  anche che “se Elly Schlein diventa segretaria del Pd, mezzo partito viene con noi”. In realtà, proprio concentrandosi sulla seconda frase, le ragioni di Renzi sembrano piuttosto chiare. Premettendo che il tracollo del Pd non potrebbe che essere momentaneo, visto che alle consultazioni future quasi certamente il partito si ripresenterà, magari con un nuovo nome e presumibilmente sempre con la sua inossidabile solidità elettorale, è possibile che il leader di Italia viva sia cercando di drenare parlamentari di estrazione più “renziana” nel corso della nascente legislatura. Non a caso, nell’incontro con gli elettori a Milano, dice: “A tutti gli amici del Pd che ci hanno creduto, se vogliono continuare l’accanimento terapeutico, facciano pure, noi siamo il futuro, siamo ‘Renew Europe’ e vogliamo migliorare il risultato raggiunto qui in Lombardia, anche se non sarà facile, e soprattutto vogliamo portare tutto il Paese, anche il sud, ad avere quella passione per il futuro che è stata espressa al Nord e in particolare a Milano. Il Pd è il passato, non parliamone più“.

Insomma, un messaggio che, tradotto, pare abbastanza chiaro: “Lasciate perdere quel carrozzone, venite con noi”. Obiettivo duplice, quindi: da un lato sottrarre risorse parlamentari al Pd nel medio termine, dall’altro – obiettivamente molto più ambizioso e complicato – provare a drenare voti per le elezioni future. Riuscirà nell’intento? Matteo Renzi può riuscire tutto, come può fallire in tutto. La sua spregiudicata carriera politica lo dimostra. Vedremo quello che succederà.

Stelio Fergola

Ti è piaciuto l’articolo?
Ogni riga che scriviamo è frutto dell’impegno e della passione di una testata che non ha né padrini né padroni.
Il Primato Nazionale è infatti una voce libera e indipendente. Ma libertà e indipendenza hanno un costo.
Aiutaci a proseguire il nostro lavoro attraverso un abbonamento o una donazione.

 

La tua mail per essere sempre aggiornato

Commenta