Riace, 5 ott – Arrestato con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, il sindaco di Riace Mimmo Lucano, passato agli onori della cronaca in questi giorni grazie alla levata di scudi della sinistra tutta, resta agli arresti domiciliari. In seguito all’interrogatorio di garanzia infatti, i suoi difensori non hanno presentato alcuna richiesta di rimessione in libertà al gip. I legali di Lucano dovrebbero però rivolgere questa istanza direttamente al Tribunale della libertà la prossima settimana. L’accusa degli inquirenti rivolta al sindaco di Riace è di aver favorito l’immigrazione clandestina e di aver attuato un “fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti”. Lucano ha rigettato le accuse dicendo che viene accusato di “un reato di umanità”.

Luigi D’Alessio, pm di Locri, ai microfoni de La Zanzara, su Radio 24, ha così replicato al sindaco:  “Il reato di umanità? Nel codice non l’ho trovato. Non è che quando si commette un reato per motivi di particolare valore morale e sociale un reato non è più tale, sempre reato resta”. Lapalissiano e difficilmente smentibile con la solita nenia della “disobbedienza civile” rispolverata dalla sinistra per giustificare l’operato del sindaco. “Le leggi – ha puntualizzato il pm D’Alessio- non possono essere eluse perché lo avrebbe fatto per motivi umanitari, che poi è tutto da vedere”. In merito alle polemiche suscitate dal fascicolo, ha chiarito: “Questa inchiesta la conduco da quando c’era il governo precedente. Non accetterei condizionamenti da nessuno”.

Quanto intanto non è stato contestato fino ad oggi al sindaco di Riace, verrà preso in considerazione nei prossimi giorni. La Procura di Locri ha infatti dichiarato che farà ricorso al Tribunale del Riesame di Reggio Calabria per chiedere ai giudici di valutare le contestazioni a carico di Lucano non considerate dal gip. Tra queste: associazione per delinquere, concussione, truffa aggravata, abuso d’ufficio a malversazione.

Alessandro Della Guglia

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