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Roma, 5 nov – Sergio Mattarella ha tutta l’intenzione di passare alla storia come il primo presidente della Repubblica italiana ad aver mortificato, calpestato e umiliato la memoria dei caduti nella Prima guerra mondiale. Nello scenario evocativo di Redipuglia – uno dei più grandi sacrari militari del mondo – l’inquilino del Quirinale non solo non ha fatto menzione dell’eroismo dei fanti che cent’anni fa caddero per restituire Trento e Trieste all’Italia, ma ha addirittura colto l’occasione per criticare lo Stato-nazione (per cui 600mila soldati morirono nel ’15-18) e per tessere l’elogio di Bruxelles: «Bisogna ribadire con forza tutti insieme che alla strada della guerra si preferisce coltivare amicizia e collaborazione, che hanno trovato la più alta espressione nella storica scelta di condividere il futuro nell’Unione europea».

Mattarella poi prosegue: «Lo scoppio della guerra nel 1914 sancì in misura fallimentare l’incapacità delle classi dirigenti europee di allora di comporre aspirazioni e interessi in modo pacifico anziché cedere alle lusinghe di un nazionalismo aggressivo». È interessante notare come il presidente della Repubblica se la prenda proprio con il «nazionalismo», laddove è notorio che la Grande Guerra scoppiò a causa dell’Impero austro-ungarico, il quale non era affatto uno Stato-nazione, bensì uno Stato sovranazionale e multietnico. Tanto che nelle scuole austriache si insegna ormai che il governo asburgico sarebbe stato una specie di prefigurazione di un moderno Stato globalizzato.

Il pacifista Mattarella, però, trova anche il tempo per evocare la Resistenza – che con la Grande Guerra non c’entra nulla – e di rileggere pro domo sua la Carta costituzionale: «La Costituzione italiana, nata dalla Resistenza, ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie; privilegia la pace, la collaborazione internazionale, il rispetto dei diritti umani e delle minoranze». Ci sfugge il nesso tra il rispetto delle minoranze e il sacrificio di 600mila soldati che combatterono una guerra d’indipendenza, per liberare dal giogo asburgico quegli italiani che, sotto il pio governo dell’Austria-Ungheria, subirono vessazioni e angherie a partire dagli anni Sessanta dell’Ottocento. E le subirono proprio in quanto minoranza etnica della monarchia dell’aquila bicipite. A voler citare la Costituzione, che non menziona in alcun modo la Resistenza, forse Mattarella si sarebbe dovuto ricordare dell’art. 52, che recita: «La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino». Patria, sacro dovere. Per questo caddero gli eroi del Piave e del Grappa, non certo per veder l’Italia assorbita e annientata in una struttura burocratica e «profana» come l’Unione europea.

Infine, è da evidenziare che il discorso di Mattarella a Redipuglia rappresenta ormai uno spartiacque nella storia della Repubblica italiana. Se Carlo Azeglio Ciampi, durante il suo settennato, si era impegnato – seppur in maniera talvolta ambigua – a rivitalizzare un certo patriottismo risorgimentale e liberale, ormai Mattarella ha completamente reciso ogni legame tra la nazione e le istituzioni. Siamo a un punto di non ritorno. Nel 2002, in un suo discorso ufficiale, Ciampi disse: «Oggi, 4 novembre, Giorno dell’Unità Nazionale, dobbiamo riflettere sulla evoluzione che la nostra comunità sta vivendo. Stiamo ritrovando in noi le ragioni profonde di una memoria condivisa. Gli antichi valori della nostra indipendenza nazionale si stanno ricomponendo come in un mosaico con i valori di oggi, di una collettività democratica e pacifica, orgogliosa dei propri modelli di vita, pronta a difenderli. La storia non divide più noi italiani. […] Il patriottismo che sta crescendo tra gli italiani è un’occasione che viene offerta alle istituzioni; non dobbiamo perderla». Ecco, Mattarella non l’ha solo persa. L’ha proprio affossata.

Valerio Benedetti

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14 Commenti

  1. Questo cattocomunista piddino,grigio e logoro inquilino del Quirinale, mostra ancora una volta la sua inadeguatezza e lo scarso rispetto per i patrioti italiani………..ogni richiamo alla pseudo resistenza ed alla pseudo unità europea sono momenti nauseabondi e perniciosi.

  2. già che c’era poteva fare anche un salto nella ex-jugoslavia per andare ad omaggiare la tomba di tito come già fatto dal Pertini, baciando la bara di costui.

  3. Mi sfugge perché questa persona, Mattarella, abbia accettato di fare il Presidente della Repubblica Italiana. Ognuno ha le proprie idee, ma una persona che ripudia il patriottismo non può essere il presidente di una patria. La cosa incredibile, poi, è che parla di “valori condivisi” quando sa benissimo che non tutti gli italiani hanno gli stessi valori (ad esempio c’è chi è contro l’UE e c’è chi è a favore).

  4. MEGLIO NON COMMENTARE, COMUNQUE E’ GRAZIE ANCHE A LUI (L’INQUILINO DEL QUIRINALE), CHE DA DESTRA SONO PASSATO ALL’ESTREMA DESTRA,…E NON SOLO IO. VIVA L’ITALIA, VIVA GLI ITALIANI (QUELLI VERI)! CHI PREDICA E FA DISCORSI SIMILI A QUELLI DI SERGIO MATTARELLA IN DATA 4 NOVEMBRE NON E’ DA RITENERSI ITALIANO O COMUNQUE VICINO ALLA NOSTRA SCONQUASSATA MADRE PATRIA. NON MI ARRENDO, NON ALZO LE BRACCIA IN SEGNO DI RESA, BENSI’ NE TENDO UNA, QUELLA DESTRA, STANDO IN POSIZIONE MILITARE DI ATTENTI E CON LE LACRIME AGLI OCCHI, GIURO FEDELTA’ A COLUI IL QUALE NON VI E’ PIU’. SONO UN ITALIANO ORFANO, NON HO UN PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA.

  5. Il lavaggio settantennale del cervello fatto agli italiani,si palesa bene quando,parlando di patria,forze armate,difesa dei confini e dei nostri legittimi interessi,che sono tanti e molto ambiti da forze e nazioni per niente amiche,i soggetti colpiti dal suddetto piallaggio reagiscono sempre parlando di guerrafondai,di nemici del popolo,e non menziono i fascisti,che come si sa fanno il paio con razzisti,nello stupidario verbale di chi è trascinato al pascolo.

  6. Amicizia e collaborazione in europa , dice Mattarella!!! Che risate!!.Che glielo vada a dire ai greci oggi alla fame grazie anche alle ricette dell’ amico suo Cottarelli e i cui aiuti di miliardi di euro anche italiani sono andati al 90% alle banche tedesche e francesi (e in parte anche italiane ma comunque private)che ci hanno pure guadagnato sui titoli greci rischiosi.I greci hanno dovuto svendere anche il porto del pireo oltre alle ferrovie ed ora le isole!!O lo vada a dire ai jugoslavi il cui paese è stato distrutto dalle bombe Nato europee, Italia compresa, con migliaia di civili innocenti uccisi.O forse parla dei grandi amici della Bosnia che ospita terroristi islamici?
    Per quanto concerne l’Italia, tutti i paesi europei hanno fatto carne di porco del nostro paese perseguendo i loro interessi; La Germania grazie ad un euro debole dovuto al sud europa in crisi ha esportato molto di piu’ senza che la moneta si rivalutasse.La Francia grazie all’ austerity imposta all’ Italia dai finanzieri e burocrati europei si è comperata mezza Italia, colosseo quadrato incluso.O forse Mattarella intendeva come amico il Lussemburgo che ci leva miliardi di euro di tasse facendo il paradiso fiscale?Ma Mattarella di che parla e per chi parla e dove vive??

  7. Leggo i commenti di sopra: se non vi piacciono certe considerazioni, leggete il Corriere o Repubblica.
    Mattarella è quello che non voleva Savona come ministro dell’economia perché non ben visto a Bruxelles.
    Fà gli interessi dell’EU e dovrebbe essere chiaro ad una mente critica.
    Non aspetta altro che cada questo governo per mettere un Cottarelli, tipo Monti bis.

  8. Questo presidente ha la memoria corta dove gli conviene, per dare le frecciatine al governo poteva scegliere un giorno migliore. Vergogna.

  9. Articolo veritiero ed equilibrato. Meno equilibrati alcuni commenti, che non prendono atto della banalità allarmante di ogni discorso ufficiale…

  10. Mio nonno riposa a Redipuglia insieme agli altri eroi caduti per la Patria. Lasciò tre figli e la moglie incinta. Nell’ultima missiva si legge:” ….. se sarà una femminuccia, chiamala Italia”!
    Non era un “interventista”, era un semplice bracciante pugliese!!! LO HAI OFFESO …..

    • Sono state le brave persone come tuo nonno a fare l’Italia e ora questo parassita le insulta! Che vergogna

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