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Roma, 5 nov – Come ampiamente previsto, alla fine il governo porrà la fiducia sul decreto legge su sicurezza e immigrazione, oggi all’esame dell’Aula del Senato.
Il dl voluto dal vicepremier Matteo Salvini è da giorni al centro delle polemiche interne al M5S, con una fronda di dissidenti che si oppone al decreto minacciando di votare contro. Un problema per il governo, con la maggioranza che in Aula conta sulla carta su un margine tutt’altro che ampio: sei voti in più rispetto ai 161 della maggioranza assoluta.
In soccorso del governo gialloverde però potrebbe arrivare l’opposizione, con Fratelli d’Italia e parte dei senatori di Forza Italia a compensare i voti contrari in seno ai 5 Stelle.
Un supporto che permeterebbe a Luigi Di Maio di neutralizzare la fronda ribelle, che, per ora, oltre alla scatenatissima Elena Fattori, vede schierati anche Paola Nugnes, il comandante di Marina Gregorio De Falco e Matteo Mantero, ma potrebbe allargarsi. Non ha ancora sciolto le riserve Virginia La Mura, la senatrice che ha firmato una parte degli emendamenti presentati da Nugnes in commissione.
Per i dissidenti niente sconti. A Circo Massimo su Radio Capital il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Stefano Buffagni si dice sicuro: se De Falco non voterà il decreto “si assumerà le sue responsabilità. Se non si ritrova nella maggioranza sono certo che si dimetterà e tornerà a fare il suo lavoro“.
“Non è questione di cacciare o meno” ha spiegato il pentastellato Buffagni. “Se pensi che c’è un provvedimento con delle criticità ne discuti internamente, nella maggioranza, non è che presenti 80 emendamenti come se fossi all’opposizione, perché questo mette in difficoltà tutti. Intendiamoci – ha sottolineato – quello che sta facendo la Lega con il ddl anticorruzione è esattamente lo stesso giochino”. A questo proposito il sottosegretario ha confermato la linea del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, che ha assicurato che i 5 Stelle non faranno marcia indietro sulla riforma della prescrizione. “Il Parlamento è fatto apposta per confrontarsi, dibattere. A maggior ragione con gli alleati di governo bisogna discutere”, ha ribadito.
Sempre in merito alla fronda, Buffagni infine ha insistito sulla necessità di discutere dentro la maggioranza. “Io sono uno che spesso alza la mano e dice non sono d’accordo, internamente è necessario far valere le proprie esigenze, soprattutto perché veniamo da storie molto diverse noi e la Lega. Ma non possiamo venire a sapere le cose dall’informazione, poi si creano i dissidenti. Queste cose lasciamole al Pd”.
Per il governo gialloverde sarà in ogni caso il primo test importante della tenuta della maggioranza in Aula. Staremo a vedere.
Adolfo Spezzaferro



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