Roma, 24 nov – Alberto Rimedio non può usare la parola “razze”. Ovvero un termine che non ha assolutamente nulla di offensivo o discriminatorio, a meno che “discriminare” non significhi sostenere che, tra esseri umani, presentiamo differenze, siano esse fisiche, culturali o di altro genere. Il che è assolutamente naturale, a dispetto della follia censoria degli ultimi decenni.

Mondiali, la tristezza di Rimedio che si scusa per la parola “razze”

Il tristissimo fatto avviene ieri sera, in occasione della partita tra Belgio e Canada, terminata 1 a 0 per i fiamminghi. Non avendo offeso nessuno, riferendosi semplicemente alla varietà etnica degli arbitri presenti al Mondiale, Rimedio ha utilizzato la parola “razze” durante l’avvio della gara. Un concetto di una bellezza infinita, tra l’altro. Di un colore, di una profondità sconosciute a questi poveretti che ci desiderano tutti uguali, siano essi i nostri padroni o i loro automi “schiavetti”. Qualcosa contro cui si sta schierando  compattamente, da decenni il pensiero unico da almeno due decenni.

Vietato parlare, quello che conta è non pensare

La diffusione della definizione “razza umana” è capillare nei media mainstream. Lo è nei contenuti audiovisivi, nella musica, nella dialettica comune. La “specie” umana scompare. Spesso partendo da una dichiarazione mai provata di Albert Einstein che, pure se fosse stata reale, si sarebbe riferita a uno “sfogo” del tutto contestuale del popolare scienziato (riguardante il suo approdo negli Stati Uniti in seguito alla fuga dalla Germania nazista). L’obiettivo è sempre lo stesso: vietarci di pensare. Anzitutto alla bellezza delle nostre differenze. Alla meraviglia che esse rappresentano. Al valore che mostrano nel nostro confrontarci con gli altri, come se poi i conflitti cessassero con la bacchetta magica solo perché smettiamo di utilizzare una benedetta parola. Un concetto di un’idiozia talmente elevata da risultare fastidioso perfino da criticare.

Stelio Fergola

 

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1 commento

  1. Bravo.Scusati ed inchinati a sua maestà il politicamente corretto.
    Se dovesse capitargli di condurre una rubrica che tratta di automobili,gli consiglierei già da ora di evitare di parlare delle “razze” del volante.
    Non vorrei scoppiassero altre polemiche….

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