Roma, 15 gen – “Ci segnalano che dalla curva sono partiti cori contro Juventus, Napoli e Liverpool”. Testuale, “cit” come si dice nell’epoca dei social, Francesca Sanipoli su Rai 2 durante l’ottavo di finale di Coppa Italia Roma – Virtus Entella, finito poi 4-0 per i giallorossi. Si era oramai alla fine della partita, risultato già ampiamente acquisito e che da parecchi minuti non sembrava voler più dire nulla alla cronaca sportiva se non l’esordio di Alessio Riccardi, centrocampista diciassettenne di belle speranze già “pallino” del ct azzurro Roberto Mancini. E allora ecco partire il quasi comico tentativo dell’inviata a bordo campo di trovare lo scoop razzista in una delle curve storicamente più “calde” anche dal punto di vista politico. Terminati i cambi e finite le direttive tattiche da parte delle panchine, la prode Francesca Sanipoli ha trotterellato a bordo campo in cerca di qualcosa da dire dopo aver, tra l’altro, fallito miseramente nel dare notizie mediche sull’infortunato Juan Jesus nonostante per un’ora avesse promesso aggiornamenti in tempo reale – che il giocatore abbia avuto un trauma da iperestensione al ginocchio lo si è dovuto sapere da internet e non dalla Rai…

E così ecco la ricerca spasmodica del coro razzista, dell’odio espresso dalla pancia ignorante della gente analfabeta funzionale. Che si è trasformato in una specie di sketch da avanspettacolo, un’involontaria gag che sembrava satira contro se stessi. Si è partito con l’interruzione improvvisa da bordocampo alla telecronaca con l’affannata Sanipoli a esclamare indignata: “Scusa Stefano – era Stefano Bizzotto, commentatore insieme a Tiziana Alla – ci segnalano che dalla curva sono partiti cori contro i carabinieri”. Eh già, una curva che lancia cori contro polizia e carabinieri e nel 2019 qualcuno deve segnalarlo ai giornalisti per farlo notare. Si era oltre l’80° e cori contro i carabinieri si erano sentiti chiaramente dalla tv fin dal primo tempo ma forse in quel momento la povera Francesca non era così assetata di scoop, troppo attenta al lavoro delle due panchine per potersene accorgere.

Ora senza entrare nella inutile, sterile e anche un po’ noiosa diatriba da Acab e sostenitori dell’ordine tout court, si può certo discutere sull’effettiva eleganza di cori contro le forze dell’ordine, ma che si arrivi a un tale clima da psicosi isterica in cui anche questo deve essere stigmatizzato in prima serata per poter dare man forte alla tesi del razzismo violento nelle curve è quanto meno patetico se non fosse preoccupante per il clima forcaiolo che vuole alimentare. Ma poi ecco l’apoteosi del grottesco, lo sketch definitivo che toglie ogni residuo di dubbio sull’efficienza della redazione sportiva Rai nell’epoca delle grandi piattaforme che ogni anno le lasciano solo le briciole. Una affannatissima Francesca Sanipoli che non esita a interrompere ancora la cronaca per esclamare: “Scusa ancora Stefano, ci segnalano cori contro Juventus, Napoli e Liverpool”. Ma dai?! E chi l’avrebbe mai detto. Romanisti che fanno cori contro le squadre storicamente rivali.

Certo, sarebbe stato ancor più grave se ci fossero stati cori contro, udite udite, addirittura la Lazio. E forse ci sono anche stati ma in quel caso farli passare per cori di discriminazione territoriale sarebbe stato un po’ più complicato. Come se non lo fosse già così. Lo stesso mister giallorosso Di Francesco, che pure era stato duro contro gli episodi di cori razzisti ed è tra i promotori della sospensione delle partite, ha quasi sorriso imbarazzato quando a fine gara gli hanno fatto notare questi ingiustificabili cori da stadio. “Ad essere sincero non li ho sentiti, ma se si tratta di semplici sfottò contro altre squadre mi sembra eccessivo andarli a stigmatizzare”. E così, mentre alcuni siti sportivi riportano la frizzante notizia di “cori di discriminazione territoriale contro i carabinieri”, forse per fare una bella sintesi del tutto, si è chiuso il primo turno della coppa nazionale trasmesso in esclusiva da mamma Rai.

Che tra comicità imbarazzante e totale incapacità di dare notizie dal campo – segnaliamo anche, a dover di cronaca, oltre al fail su Juan Jesus anche il “il mister Boscaglia vuole effettuare ancora alcuni cambi” detto a metà ripresa quando c’era un solo cambio a disposizione, sempre a firma dell’irreprensibile Sannipoli, sperando in questo clima di non beccarci accuse di sessismo – fa rimpiangere perfino le partite sfocate, balbettanti e in ritardo della giustamente bistrattata Dazn. Speriamo solo che il clima patetico in cui si svolgono certe telecronache spinga i tifosi a tornare negli stadi piuttosto che assistere a certi spettacoli pietosi pur comodi sul divano.

Carlomanno Adinolfi

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