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kuznetsovMosca, 4 apr – La portaerei Admiral Kuznetsov, prima e unica unità russa dotata di aeromobili non a decollo verticale, verrà ridislocata nel Mediterraneo orientale entro l’autunno di quest’anno dove prenderà il comando del Gruppo Navale Permanente di Combattimento russo che incrocia al largo della Siria.

La Kuznetsov rappresenta il risultato del cambiamento della dottrina navale russa in fatto di navi dotate di componente aerea: prima della sua entrata in linea, dopo anni di lavori di rimodernamento, la Marina di Mosca prevedeva l’utilizzo di tali unità (come quelle della classe “Kiev” ora in disarmo o cedute ad altre marine) in funzione di appoggio alla forza di sottomarini lanciamissili da crociera e come navi ammiraglie per la lotta ASuW (Anti Surface Warfare) che si rifletteva anche nelle loro denominazione di incrociatori pesanti portaeromobili, ora invece con la Kuznetsov rimodernata la Russia si è dotata di una portaerei più vicina agli standard occidentali essendo capace di imbarcare una componente aerea ad ala fissa di tipo tradizionale composta principalmente dai Sukhoi Su-33 “Flanker D”, Mig-29K “Fulcrum D” e Sukhoi Su-25UTG “Frogfoot”, versioni navalizzate dei corrispondenti caccia terrestri.

kuznetsov flanker
Un Sukhoi Su-33 “Flanker D” sta per decollare dal ponte della Kuznetsov

La portaerei ha avuto una lunga e travagliata storia: impostata nel 1985 come Project 1143.5 (o classe “Orel” in russo), è stata commissionata nel 1995 e da allora ha passato più tempo in cantiere che in mare sino alla metà degli anni 2000, quando Mosca decise di ridotarsi di una unità portaeromobili adeguandola agli standard occidentali; pertanto la Kuznetsov subì notevoli lavori a partire dal 2010 che videro l’ampiamento dell’hangar al di sotto del ponte di volo, lo sbarco del sistema missilistico antinave 3M45 P-700 “Granit” (SS-N-19 “Shipwreck”),  il rimpiazzo del difettoso sistema di propulsione a turbine a vapore e caldaie turbo pressurizzate, il miglioramento dei sistemi di difesa area rimpiazzando i precedenti 3K95 “Kinzhal” (SA-N-9 “Gauntlet”) e “Kashtan” (SA-N-11 “Grisom”) con il più moderno sistema a corto/medio raggio ottenuto navalizzando il 9M111 “Pantsir-S1” (SA-22 “Greyhound”), una nuova dotazione di sistemi elettronici di comunicazione e combattimento. La Kuznetsov in questa configurazione disloca circa 55 mila tonnellate di stazza lorda, è dotata di un ponte di volo con una superficie di 14700 metri quadri, ha uno sky jump a prua inclinato di 12° e possiede un sistema di arresto dei velivoli a cavi come per le portaerei occidentali.

Per la la lotta antisom imbarca il sistema Udav-1 dotato di 60 razzi che permettono alla Kuznetsov di difendersi sia dall’attacco di sottomarini che da quello portato da veicoli subacquei di sabotaggio: l’Udav è capace di sparare cariche di profondità, mine e falsi bersagli ad una distanza sino a 3 mila metri e riesce a ingaggiare un sottomarino alla profondità di 600 metri.  Abbiamo già parlato del sistema di propulsione che è composto da otto caldaie e quattro turbine a vapore in grado di produrre 50 mila cavalli distribuiti su 4 assi dotati di eliche a passo fisso; la velocità massima è di 29 nodi con un’autonomia di circa 3800 miglia, autonomia che sale a 8500 miglia alla velocità di 18 nodi.

La portaerei quindi raggiungerà il Mediterraneo orientale dove prenderà il comando della Flotta che è composta da 10 unità a rotazione che vede al momento la presenza dell’incrociatore lanciamissili Varyag (classe “Slava”) e dal cacciatorpediniere Vice-Admiral Kulakov (classe “Udaloy”).

Paolo Mauri

4 Commenti

  1. Da notare i nostri miseri 6 sottomarini contro i 16 di un paese più piccolo per dimensioni della sicilia

  2. Con le armi tradizionali (portaerei,aerei etc.) i russi non possono competere con gli Stati Uniti ma se saranno messi all’angolo potrebbero sferrare un duro colpo con le armi nucleari imbarcate sui sottomarini sparsi in tutti gli oceani del mondo…insistere su questo braccio di ferro non giovera’ a nessuno…