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Roma, 31 ago – C’è una giovane tennista emergente che sta cercando il definitivo salto di qualità. Si tratta di Aryna Sabalenka, che la scorsa settimana ha vinto al terzo tentativo stagionale il suo primo titolo da professionista al termine di una finale, contro la spagnola Carla Suarez Navarro, senza storia, confermando il pronostico della vigilia e dominando la gara fin dalle prime battute. La bielorussa, 20 anni lo scorso 5 maggio, potrebbe essere la vera outsider della edizione 2018 degli US Open al via questa settimana. Il personaggio in questione è una donna possente: 182 cm per 80 kg la cui forza dei suoi colpi, più da circuito ATP che da WTA, è la caratteristica principale di questa emergente tennista. Ogni suo colpo è pieno di potenza al punto tale da poterla associare al mitico Ivan Drago col suo memorabile motto di battaglia ti spiezzo in due.
Il trionfo a New Haven era nell’aria, complice anche il ritiro della numero 1 WTA la romena Simona Halep contro cui aveva perso giusto la settimana prima, arrendendosi soprattutto alla sapienza tattica della prima della classe. Durante il mese di agosto, il circuito WTA si è spostato in nord America. Nei 13 incontri fino ad oggi disputati la possente tennista bielorussa ha vinto ben 11 gare, sconfiggendo a suon di vincenti molte delle più sue blasonate colleghe senza tanti timori reverenziali: Caroline Wozniacki, Madison Keys, Karolina Pliskova, Julia Goerges, Johanna Konta, Caroline Garcia. Tutte prossime protagoniste dell’atteso ultimo slam, tranne Goerges e Konta già eliminate. A queste importanti eliminazioni, ci sono da aggiungere anche le clamorose cadute di Simona Halep e di Caroline Wozniacki che rendono orfane il tabellone newyorkese delle prime due della classe.
Oltre alla sua possente statura è possibile ammirare sul suo avambraccio sinistro il tatuaggio del viso di una tigre che spiega la sua declinazione per un tennis decisamente più offensivo che tattico. Sicuramente in alcune situazioni di gioco avrebbe bisogno di pazientare qualche scambio in più invece di cedere all’immediato istinto offensivo. A guidare la bielorussa c’è Dmitry Tursunov che a dire della sua atleta le ha trasmesso quella calma e serenità che le mancava. Il filotto di risultati ha consentito a Sabalenka di raggiungere la posizione numero 20 WTA che coincide anche con la migliore classifica della sua breve carriera. A New York le due vittorie consecutive, le hanno consentito da testa di serie numero 26 di raggiungere ai sedicesimi  un’avversaria con delle caratteristiche tecniche e fisiche simili alle sue, Petra Kvitova.
Quella di sabato sarà una gara crocevia contro la mancina ceca, testa di serie numero 5 del torneo, che potrebbe definire quale ruolo avere nel corso della sua carriera, le cui agenzie di rating degli addetti ai lavori esprimono un outlook propenso all’ottimismo soprattutto dopo la prova di maturità di ieri, per aver eliminato in due combattuti set, una ritrovata Zvonareva, due volte finalista degli slam.
Bruno Morobianco

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