Roma, 31 ago – Il 27 agosto è stata emessa una circolare congiunta, tra l’Anpal e il ministero del Lavoro, che permette ai richiedenti asilo di poter inoltrare la domanda di iscrizione alle liste di disoccupazione presso i centri di impiego. Anche se sprovvisti di residenza, basta avere come requisito quello della dimora abituale in un centro di accoglienza, come già indicato dall’Anpal in una nota datata il 23 maggio scorso: “Il requisito della residenza anagrafica è soddisfatto dal luogo di dimora” del richiedente di protezione internazionale. L’indicazione contenuta nella circolare dovrà “garantire parità di trattamento delle persone su  tutto il territorio nazionale e l’accesso da parte dei cittadini stranieri alle misure di politica attiva del lavoro” per dare efficacia alla “strategia di integrazione socio- lavorativa”.

I centri dell’impiego dovranno recepire la circolare e conformarsi alle disposizioni della medesima. Il governo dovrà sollecitare i Comuni a iscrivere i soggetti richiedenti asilo ai centri dell’impiego oppure non dovrà tener conto della residenza come requisito all’iscrizione alle liste di collocamento dei richiedenti. Inoltre, si pone un problema: la circolare sarebbe in contrasto con l’articolo 5, comma 3 del decreto legislativo 142/2015. L’articolo in questione riconosce la dimora abituale solo ai fini riguardanti l’iscrizione all’anagrafe e non pone come requisito fondamentale quello della residenza anagrafica.

Inverosimilmente, il governo e sopratutto il titolare degli interni Salvini potranno dare il loro consenso alla circolare, visto che il programma dell’esecutivo verte su punti diametralmente opposti ai contenuti della circolare, la quale indubbiamente rappresenterebbe un vantaggio per i richiedenti asilo, che ricevono dallo Stato già vitto e alloggio, mentre gli italiani emigrano all’estero in cerca di un lavoro e di una stabilità, senza che abbiano un aiuto dalle istituzioni. Del resto Salvini ama ripetere lo slogan “Prima gli italiani” .

Gianluca Calà

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3 Commenti

  1. Plebaglie negre in mare raccattate?… Per gli Italiani pensioni dimezzate!!!… Bingo bingo bongo! Sdare bene solo in Congo! Ma con dudda sda ciurmaglia sdare meglio gui in Idaglia!!!.. .

  2. giusto per ricordare;

    un ITALIANO che volesse lavorare in GERMANIA come prima cosa deve presentare contratto di affitto e dichiarazione del proprietario dell’abitazione ( Vermieterbescheinigung) oltre ovviamente a carta d’identità o passaporto al Bürgerbüro (ufficio anagrafe) entro una settimana o due a pena di multa in caso di ritardo dalla stipula del contratto.

    qui basta uno “scappato ai lager libici” che abiti in un posto qualsiasi con un nome qualsiasi per spalancargli le porte al nostro già asfittico mondo del lavoro—ogni altro commento o raffronto è davvero superfluo.

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