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Milano, 25 set – Ancora striscioni da parte di CasaPound Italia contro il plurindagato sindaco di Milano Beppe Sala. “Sala a processo? Falsario dimettiti” è il testo delle decine di striscioni che hanno tappezzato le principali zone di Milano. Chiaro il riferimento al rinvio a giudizio chiesto dalla Procura per il reato di falso ideologico e materiale in atto pubblico.

Nei giorni scorsi la Procura Generale di Milano aveva chiesto per il sindaco Sala il rinvio a giudizio, tenendo in vita solo una delle due accuse, quella secondo cui il primo cittadino per velocizzare i tempi avrebbe retrodatato due verbali di nomina della commissione esaminatrice delle offerte per l’appalto della “Piastra dei servizi di Expo”.

La Procura ha fatto decadere l’accusa di turbativa d’asta, relativa allo scorporo della fornitura di seimila alberi per Expo 2015. Quando la notizia di questa accusa arrivò, il sindaco fece l’eclatante gesto di dimettersi, ma solo per qualche giorno, poi tornò sulla sedia di Palazzo Marino per proseguire nella sua inarrestabile opera di accoglienza nei confronti degli immigrati.

CasaPound più volte ha protestato e chiesto a gran voce le dimissioni del sindaco plurindagato, ma ogni richiesta è caduta nel vuoto. Non solo: ai militanti è stato vietato di entrare in Consiglio Comunale dopo l’irruzione del giugno scorso. E ieri sera è tornata alla carica. “Torniamo a chiedere le dimissioni del Sindaco che ha già dimostrato di non essere degno di amministrare Milano” dichiara Angela De Rosa, portavoce cittadina del movimento, che aggiunge: “Salaè più interessato a tessere rapporti di comodo con l’estrema sinistra per alimentare il business dell’immigrazione e a spacciare Milano come città dell’accoglienza e dell’integrazione, che non a preoccuparsi dei problemi dei milanesi”.

L’invito che CasaPound rivolge a Sala, oltre a quello di dimettersi, è quello di dare a Milano la possibilità di riscattarsi, dal momento che “interi quartieri sono abbandonati al degrado e alla lotta tra bande da parte di clandestini, privando i cittadini della libertà di vivere la propria zona”. De Rosa tiene anche a precisare: “noi siamo convinti che il Sindaco sia troppo preso dalle sue vicende personali per adempiere al proprio dovere”.

Alberto Palladino

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