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Washington, 25 set – Non solo Paesi musulmani, anche Corea del Nord, Chad e Venezuela. Il presidente americano Donald Trump ha esteso il cosiddetto travel ban, cioè il divieto di ingresso negli Stati Uniti, anche ai cittadini di questi Paesi. “Rendere l’America sicura è la mia priorità numero uno” ha ribadito Trump nell’annunciare l’estensione dei divieto, che dal 18 ottobre prossimo non riguarderà più solo i cittadini di Iran, Libia, Siria, Yemen e Somalia. Rimosse le restrizioni in precedenza imposte al Sudan, il cui governo sarebbe ora in grado di fornire garanzie minime di sicurezza.



Il nuovo travel ban, che arriva allo scadere del primo e tanto criticato divieto rinominato “muslim ban”(mai entrato di fatto regolarmente in funzione per l’accusa di discriminazione rivolte a Trump e alla sua amministrazione), sarà personalizzato e avrà durata non più di 90 giorni ma definitiva. In base a ciascun Paese, infatti, le disposizioni saranno differenziate, e sono state decise in base ai rapporti che la Casa Bianca ha con Chad, Venezuela e Corea del Nord.

Ad avere la peggio saranno i nordcoreani che in nessun modo potranno mettere piede in America, dal momento che Pyongyang secondo Washington non collabora “in alcun modo” con il governo americano. Mentre al Chad, che per gli Stati Uniti è un partner contro il terrorismo ma non condivide informazioni al riguardo, toccherà una sospensione dei visti commerciali e turistici. I venezuelani, invece, vedranno rifiutati i visti di ingresso per alcuni funzionari del governo e i loro famigliari, poiché secondo Trump il Paese non coopera “nella verifica se i suoi cittadini rappresentano una minaccia alla sicurezza nazionale o pubblica” dell’America. Ma se i cittadini di questi tre Paesi in passato avevano già ottenuto un visto valido per gli Usa, il divieto attuale non verrà applicato.

Anna Pedri

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