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Roma, 19 marzo – In Svizzera e in Spagna il 19 marzo è un giorno festivo non lavorativo. In Italia la festa dedicata a San Giuseppe, patrono universale della Chiesa è stata onorata fino al 1977 poi declassata a festa del papà ma da qualche anno la tendenza è quella di sostituirla con una generica giornata del “Ti Voglio Bene”. San Giuseppe è il protettore dei padri, il difensore della famiglia, l’avvocato dei lavoratori, dei falegnami, dei carpentieri e dei moribondi. Di questo santo, giusto e buono, Papa Leone XIII indicava: “In Giuseppe i padri di famiglia hanno il più sublime modello di paterna vigilanza e provvidenza”.

Attacco al padre

Per i tempi in cui viviamo, tanta virilità è sintomo di devianza, il padre è una figura da ridimensionare a causa di una cultura che ha tolto alla maschiezza tutti i diritti. Il matrimonio si è trasformato in una trappola e in caso di divorzio, il marito davanti alla Legge è meno uguale della moglie. Da anni tutti i rapporti sulla povertà in Italia mostrano tra le cause che producono indigenti le separazioni con il 46% dei padri divorziati in grave difficoltà e povertà.

La “questione maschile” da qualche tempo è entrata nell’agenda politica dei governanti: alcuni di loro hanno deciso di farsi carico delle istanze di migliaia di uomini che dopo il fallimento del matrimonio hanno perso tutto (famiglia – figli – casa). Per riportare “in asse” i rapporti fra coniugi separati è diventato necessario intervenire sul diritto di famiglia finalizzato a garantire alle parti uguali diritti e più giustizia.

Ma non è solo la politica a muoversi. E’ l’intera categoria, dopo anni di nascondimento, a chiedere rispetto. E lo fa attraverso l’ associazionismo: tante sigle aggregate come un sol uomo capaci di relazionarsi con le istituzioni.

Nel privato poi sono sempre meno quelli che si impegnano con il gentil sesso, consapevoli del fatto che, quella che il giorno prima era la dolce metà con una separazione è capace di trasformarsi in una cinica richiedente del reddito di mantenimento. Anzichè sbavare dietro la gonnella di questa e quella si sono fatti furbi. E quando qualcuno accetta di impalmare la donzella, esibiscono il patto prematrimoniale che li tutela nel caso lei decidesse di far saltare tutto. Per molte donne in fregola, intenzionate a metter su casa o al mondo dei figli dovranno fornire tutte le garanzie in un contratto blindato con diverse mila euro di deposito cauzionale. Vi pare cinico? Solo la naturale legge che regola l’istinto di sopravvivenza dopo anni a consultare i dati Istat. Divisa una coppia su due, con il 70% delle separazioni giudiziali richieste dalle donne. A mandare a monte il rapporto è infatti, due volte su tre, lei che è anche quella che decide di iniziarlo e quella che sceglie con quale uomo intraprendere un rapporto tra i vari pretendenti. Per lui il divorzio invece significa sempre più spesso povertà, isolamento, perdita della possibilità di vedere e frequentare i figli e molto spesso la morte da suicidio.

L’uomo colpevole

La ribellione del maschio tocca anche le giovanissime generazioni. Sono cresciute in questi ultimi15/20 anni in un contesto culturale che garantisce ai minori tutti i diritti dell’infanzia. Tutele godute indifferentemente da maschi e femmine fino al giorno in cui entrambi entrano nella fase adolescenziale.

Il ragazzo però si trova davanti ad un doloroso gap: da soggetto di diritto diventa soggetto da criminalizzare in quanto maschio. Svaporate le parole delle Convenzioni Universali del Fanciullo il nostro ometto si ritrova, dalla sera alla mattina, un criminale scoprendo che essere “maschio” è sbagliato, accusato di nascere violento, di essere sempre colpevole. Viceversa alla ragazza continua ad essere garantito il diritto di pretendere con arroganza di avere sempre ragione, di dichiararsi sempre vittima (del sistema patriarcale) di essere sempre innocente. Non è raro vedere ragazzine sempre più aggressive, che alzano le mani sui loro compagni – senza che loro possano reagire – che spesso subiscono la prepotenza delle femmine.

I tempi non sono ancora maturi e occorrerà ancora aspettare per poter vedere le donne, che pretendono rispetto, accordarlo. Nell’attesa tornare tutti a San Giuseppe, il patrono della festa del papà, che contiene tutti gli archetipi dell’eroe virile, giovane, forte e fedele.

Antonietta Gianola

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8 Commenti

  1. beh,meglio tardi che mai….
    anche se i danni sono già stati fatti,e sono molto gravi:
    ho 50 anni…
    e giusto ieri si è riunita la nostra classe di scuola professionale,
    per una rimpatriata:
    eravano in 22,tutti maschi e quasi tutti single o divorziati,solo uno convivente…
    e tra tutti quanti avevamo 7 (SETTE!)
    figli,di cui uno ne aveva due.
    eccoli qui,i marci frutti del femminismo…..e della conseguente misandria
    pervasiva sia nella società,che nella cultura e nelle leggi:
    pensando sempre e solo a se stesse,hanno distrutto
    ogni cosa che aveva valore agli occhi di un uomo,
    in primis
    famiglia e figli,che non si formano perchè in le donne giovane età non ne vogliono sapere
    (prima studi,esperienze,viaggi,lavoro,divertimenti,carriera,tre quattro
    storie lunghe e\o convivenze e un numero imprecisato di avventure)
    e quando si decidono sono quasi fuori dal periodo in cui gli uomini accettano di legarsi…
    specialmente oggi,con le leggi che ci sono:
    e visto che senza copertura legale,le donne figli NON ne fanno
    e dall’altra parte gli uomini maturi a sposarsi con queste leggi matrimoniali e divorzili
    manco ci pensano,
    ecco che siamo in piena catastrofe riproduttiva…..
    e conseguente invasione migratoria (con tutti i disastri che ne conseguono)
    perchè i nostri marci governanti non hanno previsto a dove avrebbero portato,le loro politiche di genere:
    vedremo se adesso riusciranno a rimettere a posto le cose…
    anche se per la mia generazione ormai è tardi,purtroppo.

  2. Concordo con Paolo. Non sto a raccontare il mio caso particolare ma è così.
    In fondo ciò di cui ha bisogno l’italia per uscire dalla crisi demografica in cui versa e indirettamente anche della povertà, non sono i sussidi economici, ma una riforma della società di cui sembra un primo passo la modifica della legge sul divorzio e sul conseguente mantenimento dei bambini.

  3. @rino:
    vero…
    certe volte mi chiedo come sia possibile che a governare arrivino sempre i più imbecilli,incapaci di
    sommare cause ed effetti.
    perchè capirei se almeno fosse una questione di avidità,nel senso che vengono comprati da una parte o dall’altra,per agire come agiscono.
    ma in molte questioni di cui questa è probabilmente la più importante e sottovalutata,cosa viene in tasca
    a questa gente,a distruggere tutto?
    io non lo capisco.

    prendiamo per esempio le leggi sul divorzio:
    non ci voleva tanto a capire che ad un eccesso di privilegi e tutele esclusive per le donne
    avrebbe corrisposto lo sfascio e la morte dell’istituzione,
    per mancanza di uomini che accettino di “ottemperare”
    a questo schifo…
    e di conseguenza una crisi grave di natalità.
    e dopo aver sfasciato tutto,adesso pretendono di normare pure le convivenze….
    con il chiaro risultato che manderanno in vacca pure quelle,
    (sui forum maschili si comincia già a consigliare di mantenere le distanze anche dalla convivenza,
    per evitare fregature quasi certe)

    con il risultato che
    gli uomini si stanno rompendo i maschili testicoli di tutta questa menata,e
    stanno mollando gli ormeggi…
    e se non si muovono a cambiare le cose,va a finire che non riusciranno più a recuperarli.

    a meno che non sia quello che vogliono,ovvio.
    personalmente,è da tempo che vedo arrivare un futuro nemmeno tanto distante,in cui
    la riproduzione sarà un “affare”
    totalmente in mano a donne e governo…
    e gli uomini saranno relegati ai margini della faccenda,magari solo come pagatori di tasse
    e pochi inseminatori doc:
    (prima di dire “impossibile” guarda cosa sta succedendo in svezia e finlandia….già oggi,non siamo tanto distanti)

    ma se i loro intenti sono questi,direi che stanno (ancora)
    sbagliando i calcoli.
    infatti se dopo dio,patria e famiglia….
    vengono a mancare anche i figli,
    per che motivo un uomo dovrebbe
    lavorare,produrre,inventare,manutenere,
    costruire,difendere,creare,riparare,combattere ecc ecc ecc
    e poi ancora ecc?
    la cosa più probabile è la cosidetta “rivolta di atlante”
    nel senso che non avendo più alcuno scopo che ci interessi,
    cominceremo a pensare solo a magnare,bere e scopare fino a non capire più niente…
    solo per noi stessi,sbattendocene allegramente di tasse,impegni,doveri,responsabilità
    e leggi….
    e l’intera società andra a finire in vacca,
    implodendo su se stessa.

    è questo che vogliono?
    perchè è così che andrà,
    se proseguono in questa direzione.

    • l’analisi e’ giusta tranne in un punto: il “nemico” non e’ cosi ingenuo da lasciare che noi smettiamo di lavorare e produrre. Col progressivo impoverimento del ceto medio e coi miseri stipendi che girano, ci stanno lasciando a malapena i soldi per “mangiare, bere, scopare”
      Figuriamoci se riusciamo a mantenere ste parassite, sottoprodotto del femminismo moderno.

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