Roma, 1 gen – San Patrignano si dissocia dalla docu-serie SanPa: Luci e Tenebre di San Patrignano trasmessa da Netflix e da pochi giorni disponibile sulla piattaforma. La comunità di recupero ha diffuso una nota definendo il documentario «sommario e parziale, con una narrazione che si focalizza in prevalenza sulle testimonianze di detrattori, per di più». Un resoconto «unilaterale che paia voler soddisfare la forzata dimostrazione di tesi preconcette».



La docuserie ha il suo svolgimento in cinque puntate da un’ora ed è la la prima prodotta in Italia da Netflix. Creata e scritta da Gianluca Neri, con Carlo Gabardini e Paolo Bernardelli, diretta da Cosima Spender, è frutto di un lavoro durato tre anni.

San Patrignano si dissocia da Netflix

La Comunità di San Patrignano racconta, nella nota, di aver «ospitato per diversi giorni la regista della serie la quale è stata libera di parlare con chiunque all’interno della comunità». La struttura di recupero ha spiegato di aver fornito «l’elenco di un ampio ventaglio di persone che hanno vissuto e o tuttora vivono a San Patrignano e della quale conoscono bene storia passata e presente, in modo da poterle dare gli strumenti necessari per una ricostruzione oggettiva e informata». Ebbene, l’elenco è stato totalmente disatteso dalla troupe e dagli autori, «ad eccezione del nostro responsabile terapeutico Antonio Boschini».

Una ricostruzione decontestualizzata

Insomma, il timore che la ricostruzione televisiva «delle vicende trascorse all’interno della comunità», non sarebbe risultata «equilibrata e adeguatamente contestualizzate», si è rivelato fondato. La comunità si dice inoltre preoccupata «per gli effetti negativi e destabilizzanti che potrebbero ricadere sull’oneroso lavoro di recupero, reinserimento e prevenzione». Per non parlare della regia tutta spettacolarizzazioni, «drammatizzazioni e semplificazioni presenti in un prodotto chiaramente costruito per scopi di intrattenimento commerciale più che di seria ricostruzione documentaria che rispetti i canoni di oggettività per essere chiamata tale».

Il timore della comunità è ora che questa ricostruzione a tal punto decontestualizzata e fuorviante potrebbe «colpire le purtroppo numerosissime persone e le loro famiglie che affrontano il grave problema della tossicodipendenza, oggi ancora emergenza nazionale. Persone alle quali San Patrignano ha sempre aperto le proprie porte e accolto gratuitamente in un programma terapeutico basato su principi e metodi molto distanti da quelli descritti nella docu-serie, come dimostrato da diversi studi indipendenti di prestigiosi atenei sia nazionali che internazionali», conclude la nota,

Cristina Gauri

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5 Commenti

  1. Si comincia a centrare il problema base… attaccano, sminuiscono, alterano pure S. Patrignano, mosca bianca. Dopo c’è solo la morte, carcere o il manicomio! Ma Netflix che c…o ne sa? Vadano a pulire i cessi, anche di S.Patrignano, in modo da rendersi più utili e decontaminanti sul serio.

  2. San Patrignano non si chiama cosi’. Il vero nome santo e’ Paterniano e fu vescovo di Fano, dove nacque …
    Se partiamo dal nome è tutto ,….

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