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Sanità, il dramma delle aggressioni a medici e infermieri: oltre 17mila in un anno

by La Redazione
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Roma, 8 giu – Le aggressioni fisiche e verbali a medici e infermieri “volano” letteralmente nelle statistiche riportate dal Giorno. In un settore in cui il personale ospedaliero già vive disagi economici sempre crescenti, anche l’incolumità personale, se non sempre comunque di frequente, è a rischio.

Aggressioni a medici e infermieri: i numeri

Sul solo 2021 sono state registrate ben 17.296 aggressioni a medici e infermieri. Un dato inferiore all’anno “record” del 2019 (in cui gli attacchi contati erano stati quasi 25mila) ma in linea con il 2020. Sono i numeri contenuti nell’ultima relazione annuale dell’ Agenzia di controllo del sistema sociosanitario (Acss) elaborato nel 2022. L’Agenzia osserva quanto l’indagine fotografi “la vasta diffusione del fenomeno, non strettamente ospedaliero, che comprende enti sanitari e sociosanitari e i medici sul territorio”. Il bersaglio principale delle aggressioni, anche scontatamente, sono le donne, che costituiscono circa il 70% delle vittime.  Quanto alle figure professionali, i più colpiti sono gli educatori, ai quali seguono gli  Oss, gli infermieri, ausiliari, amministrativi e medici. Rsa, reparti psichiatrici, pronto soccorso e degenze sono invece le aree più interessate.

Gli attacchi più diffusi

Tra le aggressioni a medici e infermieri spiccano quelle verbali (7.037 nel 2021, di cui 3.711 “minori”). Quelle più fisiche rappresentano “la minima parte del fenomeno”, ma sono anche l’unica tipologia ad essere aumentata di numero tra 2019 e 2021.  Poi ci sono le “minacce e intimidazioni” che hanno registrato 848 casi nel 2021, rispetto ai 932 del 2020 e dei 772 del 2019.

Alberto Celletti

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2 comments

Germano 8 Giugno 2023 - 7:46

…forse è “l’effetto” COVID ?

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fc 8 Giugno 2023 - 9:49

Certo che è un pochino comprensibile il non fidarsi troppo della classe medica gestita e guidata da c..o. Il porto lo fa il marinaio, ma non da solo.

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