roberto savianoRoma, 28 dic – Ha iniziato col botto, vendendo tantissimo e facendo discutere. Poi ha scritto e venduto sempre meno e senza suscitare dibattiti. Faceva il picco dello share quando andava sulle principali reti nazionali, poi sono arrivati ascolti sempre più magri e reti sempre meno prestigiose. Era una specie di santone, infallibile e non censurabile, ora ha più critici di Dipré. Il lento declino di Roberto Saviano fa quasi tenerezza, tanto più se confrontato con l’enfasi con cui il suo house organ, Repubblica, continua a spingere ogni suo sbadiglio.

Sono settimane, per esempio, che il quotidiano di De Benedetti reclamizza “Imagine”, la trasmissione dello scrittore che andrà in onda stasera su Dee Jay tv alle 21.15. E già qui si capisce che qualcosa non va: “Dee Jay tv”? Con tutto il rispetto, ma qui la notizia è innanzitutto che la gallina delle uova d’oro della Rai, quello che faceva solo trasmissioni evento con platee sterminate, ora è ridotto a parlare nel retrobottega della tv. Per carità, sarà colpa dei Casalesi se la tv pubblica non lo vuole più, ma comunque il dato salta all’occhio.

Così come non si può non notare che, nella programma di stasera, Saviano finisce per imitare di nuovo se stesso: ancora le foto commentate? Roberto, l’hai fatto mille volte (e anche la prima volta non è che fosse l’idea più originale del mondo). Sull’ospite d’onore (Jovanotti) sorvoliamo per carità di patria. L’intervista con cui l’autore di Gomorra – e se continua così resterà in eterno solo “l’autore di Gomorra” – presenta “Imagine” a Repubblica (ovviamente) è un altro concentrato di banalità.

Imagine è un modo di frenare la frenesia dell’informazione. Tutto passa rapidamente invece vorrei provare a fermare il tempo con quanto di più profondo ci sia. Le foto vanno lette, studiate, non solo osservate”. Fermarsi a riflettere per contrastare la velocità del mondo moderno: quanta profondità. Ovviamente le foto commentate da Saviano hanno subito una selezione che, di per sé, è necessariamente arbitraria: perché, per esempio, mostrare i morti dell’immigrazione e non quelli europei fatti dal terrorismo che con l’immigrazione è strettamente legato? La risposta è tutto un programma: “Il punto non è diffondere o no la foto del piccolo Aylan o mostrare i morti del Bataclan. Il problema è con quale obiettivo pubblicarle, e con quale testo. Non basta la necessità di informare. Una foto non è letta allo stesso modo se pubblicata nell’immediato per attirare attenzione e generare un moto di pancia o se pubblicata in un contesto che stimoli riflessioni”. Ah, ecco: c’è chi può speculare sui morti e chi no. Se lo fa lui con Aylan è coscienza civile, se lo facciamo noi con i morti del Bataclan siamo sciacalli.

Non manca, ovviamente, la propaganda ideologica pure e semplice, tipo “la foto scattata il 6 settembre 2015 alla stazione di Dortmund in Germania. In molti hanno accolto i migranti con cartelli con su scritto ‘Refugees welcome‘ per dare il benvenuto ai rifugiati dopo il cambiamento nella politica europea”. Dopo questa risposta, il giornalista di Repubblica chiede: “Farebbe un programma politico?”. Ma perché, scusate, fare una marchetta tanto sfacciata all’immigrazione selvaggia non è fare politica? Se non è politica questa, allora cos’è la politica? Anche se, va detto, la risposta di Saviano merita da sola la lettura dell’intervista: “Farei molto volentieri una trasmissione su qualcosa di molto più pericoloso: i libri”. E sul fatto di non uscire di casa nelle ore più calde ad agosto, no?

Adriano Scianca

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Commenti

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3 Commenti

  1. Me lo sono perso che peccato , in compenso ho visto un paio di video istruttivi su you tube , la TV la uso come monitor ormai da tempo 🙂
    Nero italico
    Accademia della libertà
    Ubaldo croce
    Pandora TV
    Byo blu
    Salvo 5.0
    RT
    Ed altri basta cercare ….altro che’

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