Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 24 gen – Il cardinale Gerhard Müller mette una pietra tombale sulla vicenda del celibato dei sacerdoti, il presunto scontro tra i due Papi e soprattutto l’amicizia che legherebbe Bergoglio al fondatore di Repubblica. Per il prefetto emerito della Congregazione per la dottrina della fede, infatti, Eugenio Scalfari fa parte degli “avversari demoniaci del papato”. In una lectio magistralis pubblicata sul quotidiano tedesco Die Tagespost, il cardinale fa chiarezza sulla questione del celibato dei preti e denuncia l’attacco, sostenuto anche dalle frange vicine a Bergoglio, che mina le fondamenta della Chiesa.

Ecco spiegato perché il sacerdote è tale in quanto celibe

Monsignor Müller innanzitutto confuta il fatto che il tanto contestato contributo di Benedetto XVI al libro del cardinale Sarah sia “un atto di opposizione a Papa Francesco”, perché l’irrinunciabilità del celibato dei preti non può essere materia di scontro ideologico-politico, ma riguarda la stessa natura del sacerdozio, ed è per l’appunto inconfutabile. “Il sacerdote – spiega il porporato – non è un funzionario d’azienda che offre servizi di carattere religioso-sociale”, ma “attraverso l’ordinazione sacra egli viene uniformato a Gesù Cristo”, e “a partire da questa conformitas cum Christo deriva il fatto che la forma di vita celibe di Cristo sia intimamente conforme al sacerdozio”. Insomma, un sacerdote è tale perché conforme a Cristo, che era celibe. Se non fosse celibe, non sarebbe un sacerdote.

Il pericolo di un fronte popolare di una “religione unica planetaria di origine umana”

Più in generale, è l’allarme lanciato da Müller, ciò che è più pericoloso è che “quei nemici della Chiesa provenienti dalle fila del neoateismo vetero-liberale e marxista” trovano sempre più ascolto in ambienti interni alla Chiesa. “L’ateo militante Eugenio Scalfari – scrive il cardinale tedesco – si vanta di essere amico di Papa Francesco. Uniti dalla comune idea di una religione unica planetaria di origine umana (senza Trinità né Incarnazione), gli offre la propria collaborazione. L’idea di un fronte popolare costituito da credenti e non-credenti viene propagata contro quelli che Scalfari identifica come nemici”, ossia i cardinali e vescovi e cattolici “conservatori di destra”. “In ciò – spiega – trova spiriti affini provenienti dalla cerchia di quanti si autoproclamano parte di una ‘guardia bergogliana’. Essi si rivelano perciò come gli avversari demoniaci del papato”.

La Chiesa rischia di diventare una Ong cattocomunista

Ma attenzione, per Müller la cosa più grave è che questa alleanza tra ateisti di sinistra e bergogliani mira a trasformare la Chiesa in una specie di Ong cattocomunista. “Secondo la visione liberal-marxista – continua il cardinale – un Papa ‘al passo coi tempi’ sarebbe legittimato nella misura in cui portasse a termine l’agenda sconsiderata dell’estrema sinistra e promuovesse uno spirito d’unità privo di trascendenza, senza Dio e la mediazione storica della salvezza tramite Cristo”.

In questo quadro preoccupante, il cardinale tedesco punta il dito contro due grandi responsabilità di Bergoglio. La prima riguarda la dottrina, ossia il fatto che papa Francesco condivida l’idea di “una religione umana senza Trinità né Incarnazione”. La seconda invece riguarda la scelta dei suoi consiglieri: “Invece dell’ateista Scalfari, che né crede in Dio né è in grado di comprendere il ‘mistero della santa Chiesa’, Benedetto sarebbe un consigliere infinitamente più competente per il Vicario di Cristo“. Come dargli torto. Perché se è vero che i Papi passano e la Chiesa millenaria resta, Bergoglio si discosta dalla tradizione e dalla dottrina talvolta in modo davvero pericoloso.

Adolfo Spezzaferro

2 Commenti

  1. ….che bella tirata clericale..ma qui. sul primato, siete dei preti o cosa?…I preti si credono dio in terra come i rabbini si credono unti dal “Signore”…entrambe le categorie sono da piombare..sono solo parassiti..

Commenta