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Prato, 28 ott – Tre campionati italiani e altrettanti giri d’Italia, sei tappe della corsa rosa e una carriera mai sbocciata fino in fondo a causa della sfida dell’epoca fra Coppi e Bartali, dualismo che lo relegò spesso ai margini come “terzo”. Un diminutivo ingeneroso per il Leone dell Fiandre, soprannome affibiatogli dopo i quattro successi consecutivi alla classica belga. Se aggiungiamo un piazzamento d’onore ai campionati del mondo e vari podi in monumenti del ciclismo come la Milano-Sanremo o la Parigi-Roubaix, Fiorenzo Magni entra di diritto nel gotha della storia del ciclismo italiano.

Non sorprenderà allora che a Prato, sua città natale, circoli da tempo l’idea di intitolargli una pista ciclabile. Proposta già avanzata nel 1992 in quel di Vaiano, frazione (poi diventata comune autonomo) dove Magni nacque nel lontano 1920, ma successivamente abbandonata. L’idea rimane comunque nell’aria e ritorna oggi, proprio nel capoluogo. E manda l’Anpi su tutte le ferie.

artigliere fiorenzo magni
Anno 1943: Fiorenzo Magni in divisa da artigliere

L’Anpi? Sì, proprio l’Anpi. E perché mai? Stiamo pur sempre parlando di una pista ciclabile, non dell’ennesimo simulacro dedicato alla resistenza. Invece no, l’associazione dei partigiani fa sul serio e si frappone decisamente alla proposta. Il motivo: Fiorenzo Magni era fascista.

Nulla di nuovo, la fede politica del campione – artigliere durante la seconda guerra mondiale e poi volontario della MVSN nella Repubblica Sociale – era già nota da tempo. Ma la ciclabile, quella proprio no: “La storia, anche quella personale è fatta di scelte, di cui ognuno di noi è direttamente responsabile. Non parlo solo di responsabilità giuridica ma anche e soprattutto di quella morale”, spiega Angela Riviello, presidente dell’Anpi pratese. “Fiorenzo Magni – continua – come altri ragazzi di allora, ha fatto la sua scelta ed ha scelto la parte sbagliata e non è accettabile che oggi si ricerchino attenuanti a questo”. “Attenzione quindi a costruire falsi eroi e a negare la responsabilità di scelte sbagliate. Noi adulti abbiamo grandi responsabilità verso i ragazzi di oggi,”, conclude. Ad esempio la responsabilità di non costruire, attingendo alla solita logora e stantìa retorica, un caso politico e un processo post-mortem (a proposito: in quelli successivi al termine delle ostilità Magni venne assolto anche grazie alle testimonianze di suoi avversari politici) per una pista ciclabile.

Nicola Mattei

3 Commenti

  1. anche binda,guerra,furono accesi fascisti.bartali fu ricevuto e premiato dal duce in persona dopo la vittoria
    al tour de france.
    e che dire de vari zeno colo’,mangiarotti,carnera,spalla,locatelli,calciatori plurimondiali,
    nadi,montano,etc.
    anche il cavallo nearco ritiratosi imbattuto fu fascista…
    anpi ricordati del grande streltsov…pele’ russo punito con diversi anni di gulag perche’ sovversivo.
    ora a mosca davanti allo stadio della torpedo gli hanno fatto un monumento.
    anpi medita

  2. L’anpi va chiusa. Se vogliono soldi andassero a lavorare. basta buttare soldi pubblici per questi ***** non posso scrivere cosa penso che siano

  3. Come mai l’allora Presidente Azeglio CIAMPI Gli conferì, nel febbraio 2004, il Collare d’Oro al Merito Sportivo ?

    Come mai risulta anche essere stato insignito del titolo di Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana ?

    In questi casi il Suo “fosco” (per me glorioso) passato non ha pesato …