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Torino, 4 ott – A seguito degli scontri tra sinistra “antagonista” e forze dell’ordine, avvenuti sabato scorso a Venaria in occasione del G7, era stato arrestato Andrea Bonadonna, leader del centro sociale torinese Askatasuna nonché tra i principali animatori del movimento No Tav. Con l’accusa di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, la procura di Torino aveva richiesto la custodia cautelare in carcere per Bonadonna. Tuttavia, il giudice per le indagini preliminari, Irene Gallesio, ha disposto un “semplice” obbligo di dimora.

Bonadonna, durante l’udienza di convalida, si era difeso affermando: “Ho solo difeso un ragazzo che era a terra”. La realtà, però, è un tantino diversa. Gli investigatori, infatti, sono in possesso di filmati e immagini in cui è riconoscibile distintamente Bonadonna che sferra un pugno alla testa di un agente della Digos. La “colpa” degli agenti era quella di star fermando Anthony, un ventenne di Pesaro su cui ora pende l’accusa di aver sparato – ad altezza uomo – fuochi d’artificio contro le forze dell’ordine. In questo senso Bonadonna avrebbe dunque “difeso un ragazzo a terra”.

Nonostante le evidenze provenienti dai video e malgrado i suoi precedenti, Bonadonna è stato rilasciato e potrà così evitare il carcere. Una decisione a dir poco curiosa, che solleva – ancora una volta – più di qualche dubbio sui legami esistenti tra l’universo dei centri sociali, ambienti del Pd locale e alcuni membri della magistratura, spesso un po’ troppo clementi quando si tratta di punire gli “antagonisti”.

Elena Sempione

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2 Commenti

  1. È evidente a tutti ormai che questi lobotomizzati vengono gestiti da politica amici di amici magistrati conviventi giornalisti che raccontano pure invenzioni. E loro non pagano mai conseguenza guarda caso, ma anzi sono i nuovi martiri, ospiti di trasmissioni televisive, e magari anche futuri politici.

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