Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 28 gen – Brie Larson sembra stia colpendo ancora. La fanatica attrice social justice warrior del peggior odio anti maschile mascherato da femminismo e del peggior razzismo anti-bianco, pare che voglia in qualche modo “ricattare” la Disney per poter garantire la sua presenza nei prossimi film del Marvel Cinematic Universe. L’attrice è infatti stata protagonista del cinecomic Captain Marvel e in seguito ha fatto un breve quanto inutile cameo in Avengers: Endgame, film che ha chiuso di fatto la prima grande era della saga. Dopo la morte di Iron Man, il pensionamento di Capitan America e la partenza di Thor, i cosiddetti Big Three che di fatto guidavano la formazione degli Avengers, l’attrice che ha più volte spinto affinché il proprio personaggio, di cui aveva fatto una icona del più agguerrito femminismo, diventasse il nuovo leader della formazione dei supereroi più remunerativi della storia del cinema.

Ovviamente la Marvel ha fatto diplomaticamente capire che il ruolo sarebbe spettato più probabilmente a Spider Man, ovviamente non per maschilismo o sessismo ma semplicemente perché, dati alla mano, è l’eroe più conosciuto al mondo anche dai bambini più piccoli, target che garantisce il più alto guadagno con giochi e gadget. I più piccoli già da prima dell’inizio della saga cinematografica di Feige, ne compravano zaini, giocattoli e quant’altro grazie al fatto che il tessi ragnatele, tra cartoni animati e fumetti di altissimo successo oltre che per i precedenti film di Sam Raimi, ha sempre sbaragliato la concorrenza.

Con la scusa del #payequality

E allora ecco che la Larson, evidentemente offesa, prova un altro colpo: l’attrice starebbe infatti rinegoziando il suo contratto e avrebbe fatto sapere alla Marvel che parteciperà ai prossimi film degli Avengers solo se le verrà garantito lo stesso salario degli attori maschi più pagati. Ovviamente la cosa viene presentata come una richiesta di civiltà e democrazia con tanto di hashtag #payequality e lotta al sessismo e al salary gap tra attori e attrici. Che indubbiamente esiste, che Hollywood nonostante la propria veste di più grande fonte di propaganda dem – o forse proprio per questo – sia il luogo del peggior sessismo e dei peggiori scandali di depravazione sessuale è arcinoto.

Eppure nella richiesta della Larson qualcosa, dati alla mano e soprattutto cervello funzionante in testa, decisamente non torna. L’attrice chiede il salario di circa 15 milioni garantito agli “attori maschi”. Eppure si scorda di dire che tra gli attori maschi – facendo i nomi: Robert Downey Jr, Chris Evans, Mark Ruffalo e Jeremy Renner – a cui la Marvel garantiva il salario plurimilionario c’era anche Scarlett Johansson, la Vedova Nera della saga. Decisamente non ci risulta che sia un uomo, ergo il sessismo conta poco.

C’è poi da dire che i succitati attori hanno garantito alla Marvel decine di miliardi di incassi grazie al loro ruolo di primissimo piano in più film. Senza neanche citare Robert Downey Jr che ha retto l’intera saga col suo personaggio, Evans è stato protagonista di una trilogia di Captain America oltre che di ben 4 film Avengers, Ruffalo, Renner e la Johansson pur non avendo mai un film stand alone sul loro personaggio, hanno partecipato in ruoli di primissimo piano a moltissimi film della saga arricchendola con lo spessore delle loro interpretazioni che ha contribuito a far uscire i cinecomics dalla nicchia per nerd e diffondendoli al grande pubblico. E la Larson? Finora ha fatto un solo film, dal grande incasso ma molto controverso nei giudizi della critica nonostante avesse tutta la rete politically correct saldamente schierata a favore. Oltre che le tre scene – contate: l’apparizione in cui salva Iron Man, la riunione olografica con Vedova Nera e l’apparizione finale, con in tutto due battute e una sola espressione facciale – di Avengers: Endgame.

Un po’ poco per chiedere lo stesso trattamento di colleghi – e colleghe, non dimentichiamolo – che hanno costruito, retto e lanciato la saga, in nome di un’eguaglianza che sembra solo una scusa. Anche perché questo vorrebbe dire prendere un salario più alto rispetto anche ad altri attori che ben più di lei hanno fatto nella saga, dal Thor Chris Hemsworth al Nick Fury Samuel Jackson o al Tom Hiddleston Loki, passando per attrici come Zoe Saldana ed Elizabeth Olsen. O di vere leggende della storia del cinema, come Anthony Hopkins, Michael Douglas, Michelle Pfeiffer o René Russo che hanno prestato il loro volto a personaggi della saga e che, oggettivamente, un’attrice come la Larson possono mettersela nel taschino. E neanche la scusa “eh ma io ho vinto un Oscar” può reggere, visto che la Larsen chiederebbe comunque un compenso superiore a un altro premio Oscar come Benedict Cumberbatch, che con il suo Doctor Strange è stato assolutamente cardinale nel finale della saga.

Come la nazionale femminile dell’Australia

La polemica insomma sembra quasi ricalcare quella della nazionale femminile di calcio australiana che in nome del pay equality chiedeva gli stessi salari di Messi e CR7, nonostante poi andasse a prendere 7 gol da una selezione giovanile maschile di 15enni e nonostante lo share del calcio femminile raggiungesse a stento il 5% di una qualunque manifestazione calcistica maschile. Ovviamente per colpa del sessismo perché, si sa, una partita di calcio del mondiale femminile appassiona tanto quanto una partita di Champions League e quindi non vederla è solo un problema culturale.

Far passare i vizi e le isterie di una starlette prepotente e spesso maleducata – come quando insultò i critici in sala perché tutti “maschi bianchi eterosessuali” – che presume di farsi carico di battaglie con cui ha poco a che spartire, di certo non giova a chi veramente deve lottare contro gravi e reali problemi sociali. Provate a chiedere a qualunque donna che cerca di essere insieme madre e lavoratrice, se davvero sentirà i suoi diritti maggiormente garantiti perché Brie Larson lotta per avere uno stipendio di 15 milioni pari a quello di Scarlett Johansson. Ovviamente in nome del pay equality.

Carlomanno Adinolfi

9 Commenti

  1. Abbiate la decenza di scrivere le cose per come stanno almeno. Lasciando perdere il fatto che abbiate scritto un articolo totalmente di parte, avete anche fornito informazioni totalmente false. Invece che riscrivere articoli altrui in chiave maschilista, razzista e omofoba, pensate a cercare di fornire almeno notizie realistiche. Depravati.

  2. Non so da dove partire per dire quanto faccia schifo questo articolo, una cosa: i giornalisti(seri) non dovrebbero essere oggettivi quando scrivono un articolo? Come ti permetti di definirla una fanatica con odio anti maschile mascherato da sessismo? Ma sei fuori di testa? Fosse per me non ti farei mai più lavorare come giornalista o articolista.

  3. Ma ancora che parlate della Marvel? Proprio voi, con i vostri articoli retrogradi e razzisti, vi dovrestre sciacquare la tastiera prima di scrivere castronerie su chi contribuisce ad insegnare l’accettazione del prossimo. E tanto per diritto di informazione verso i vostri lettori, fate anche un articolo sui post contro il razzismo e la misoginia che pubblicano ogni giorno i vostri (per comodità) e miei (per davvero) tanto apprezzati Downey Jr e Evans che sono i primi ad avallare la richiesta della Larson. Perché chi ragione per inclusione e parità, non soffre di invidia per i risultati altrui.

  4. Che articolo ridicolo. Completamente di parte, maschilista. Vergognatevi. E Benedict NON HA MAI VINTO UN OSCAR!

  5. attrice a dir poco mediocre. oscar rubato visto che quell anno per atrribuirlo hanno fatto la conta visto ce nessuna dei candidati se lo meritava. capitan marvel è penoso e fa sembrare suicide squad un capolavoro. troppe pretese per sta qua. buffona.

  6. E vi chiamate giornalisti? Niente di quello che avete scritto rispecchia la realtà. Senza contare il paragone fatto fra lei e noi mamme lavoratrici, che in qualche modo dovremmo essere offese dalla sua lotta contro lo schifosissimo Hollywood. Problemi diversi non vuol dire problemi meno importanti. Femminismo vuol dire rispettare ogni tipo di donna. Non avevo dubbi questo articolo fosse stato scritto da un uomo. Disgustoso.

Commenta