Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 28 gen – Dopo il voto in Emilia Romagna, per Matteo Salvini arrivano le prime critiche anche dal centrodestra. Soprattutto in ragione della vittoria in Calabria, dove in proporzione il leader della Lega – come si suol dire – ci ha messo molto meno la faccia. Ora gli alleati di Forza Italia e Fratelli d’Italia chiedono a Salvini di ragionare sulle prossime elezioni regionali, anche alla luce del risultato di domenica. E se da un lato il fedelissimo del leader leghista, Giancarlo Giorgetti, ammette gli errori – “Ci è mancato il voto delle città. Da quando l’attrazione berlusconiana sui ceti borghesi è venuta a mancare, non siamo riusciti a colmare il vuoto” lasciato dai moderati – di una campagna polarizzata sullo scontro politico, la leader di FdI Giorgia Meloni è ancora più esplicita: “Serve più gioco di squadra“. Insomma, la polarizzazione sul leader del centrodestra (come del resto fu con Berlusconi per vent’anni) forse stavolta non paga.

La trattativa sui candidati alle prossime regionali

“La polarizzazione sul singolo offre molti alibi agli avversari – dice la Meloni intervistata dalla Stampa – Sicuramente per il futuro auspico maggiore gioco di squadra”. La squadra – consentiteci il gioco di parole – deve trovare la quadra sui candidati alle regionali di primavera. In Campania, per esempio, Forza Italia – “ringalluzzita” dalla vittoria di Jole Santelli in Calabria – punta i piedi su Stefano Caldoro. In Puglia e Marche Fratelli d’Italia rivendica i suoi candidati, che però non piacciono tanto alla Lega. Il centrodestra ha ottime chance di vittoria, ma bisogna aggiustare un poco il tiro. E’ questo in sostanza che obietta la Meloni.

Meloni: “Centrodestra realtà eterogenea, è bene farlo vedere”

“Sapevamo che l’Emilia Romagna era una sfida complessa. Il dato politico è che il centrodestra è diventato competitivo in una regione nella quale fino a due anni fa nessuno pensava che potesse stare in partita. Nello specifico di FdI, più che raddoppiare i voti delle ultime europee che dovevo fare?“. “Abbiamo combattuto questa battaglia come una squadra, sarebbe ingeneroso che adesso ci mettessimo a recriminare. Non si può dire che in Emilia Romagna la Lega vada male. Sì, ha perso qualcosa, ma Salvini ha fatto una campagna senza risparmiarsi”, ha aggiunto Meloni. “Se c’è una lezione che possiamo trarre è che sicuramente può essere utile un maggiore gioco di squadra. Siamo una realtà eterogenea, è bene farlo vedere“.
La leader di FdI ha fatto presente che “Salvini ha sicuramente polarizzato moltissimo, e anche questo non sappiamo se può aver aggiunto o tolto. Ma nelle campagne elettorali è sempre così, ognuno fa delle scelte… Io sono contenta di come abbiamo fatto la campagna elettorale noi, che abbiamo scelto di stare molto sui temi. Sapendo che questo avrebbe fatto parlare meno di noi, ma che il territorio avrebbe apprezzato la nostra concretezza”. E’ in queste ultime parole che la Meloni ha voluto sottolineare come FdI abbia fatto un altro tipo di campagna elettorale, con risultati di tutto rispetto.

Berlusconi: “Centrodestra vince solo se c’è un centro moderato”

Berlusconi dal canto suo – anche se Forza Italia è quasi scomparsa in Emilia Romagna – sa che al sud può ancora dire la sua (come dimostrato dalla vittoria in Calabria) e quindi rispolvera un suo vecchio mantra: “Il centrodestra vince solo se c’è un centro moderato“. Leggasi: la Lega al sud, senza FI e FdI, non vince. Insomma, alla fine Caldoro dovrebbe essere il candidato di FI in Campania, Fitto e Acquaroli quelli di FdI in Puglia e nelle Marche. Del resto ora la Meloni – in virtù di una crescita che ha portato il suo partito intorno al 10% sia in Emilia che in Calabria – batte cassa, considerando che governa solo l’Abruzzo.

Adolfo Spezzaferro

1 commento

Commenta