Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 9 apr – Antifascisti all’improvviso. Ultimamente Luigi Di Maio assomiglia sempre di più a Roberto Fico, il compagno duro e puro dei 5 Stelle. Proprio Giggino, l’uomo che aveva sepolto in un cassetto i “vaffa” per sfoggiare la più istituzionale marsina e porsi saldamente al centro, oggi manda messaggi d’amore nemmeno troppo criptati all’estrema sinistra. Prima inorridisce per la deriva di “ultradestra” – ohibò – del suo alleato Salvini, reo di allearsi “con chi nega l’olocausto”, poi ieri l’affondo contro CasaPound degno del miglior Fratoianni: “Tempo fa, ad esempio, avevo sentito parlare di priorità o meno in merito allo sgombero dell’edificio occupato da CasaPound in pieno centro a Roma. Si era detto che non era prioritario sgomberarlo perché in ordine e pulito, non in condizioni fatiscenti. Scusate, quindi se io ho una casa e qualcuno me la occupa ma la tiene pulita devo starmene zitto? Ma stiamo scherzando?”.

Di Maio si riscopre antifascista

Da moderato alleato con una forza di “destra”, Di Maio ora si riscopre antifascista militante. Infinite possibilità di una forza “liquida” come i pentastellati, o forse sarebbe più corretto parlare di miracoli dei sondaggi. Se alle Europee i 5 Stelle dovessero attestarsi davvero sotto al 20% facendosi scavalcare dal Pd, forse per l’attuale capo politico M5S la corsa sarebbe davvero finita e dovrebbe seriamente iniziare a valutare di tornare alle sue precedenti attività (a scelta tra il bibitaro al San Paolo e il lavoro in nero nell’azienda del padre). Ovviamente a sinistra non hanno l’anello al naso e c’è chi già parla di un “Di Maio che si riscopre antifascista mentre regge il vassoio a Salvini“.

A risvegliare i sentimenti antifà di Di Maio (anche lui con padre “fascista” ex missino come l’amico-rivale Dibba) sono state le recenti rivolte anti rom di Torre Maura prima e Casal Bruciato poi: “I fatti di questi giorni, che stanno coinvolgendo alcune periferie, evidenziano un chiaro problema di ordine pubblico. Il superamento dei campi rom è doveroso”, dice Di Maio su Facebook dando prima un calcio al cerchio, e poi uno alla botte: “Superiamo i campi rom, subito. E sgomberiamo CasaPound, così come chiunque occupi in modo illegittimo un’abitazione o uno stabile già assegnato a chi ne ha realmente bisogno”.

L’ossessione CasaPound

Parole forse non sufficienti per scaldare i cuori di sinistra, ma non quello di Virginia Raggi, che condivide entusiasta le parole del proprio capo politico. Il sindaco di Roma da tempo sta conducendo una battaglia personale contro CasaPound, che sembra aver assunto i connotati di una vera e propria ossessione: “CasaPound non ci fa paura. Roma resta una città aperta e dei diritti. Non sarà mai la città dell’odio”, ha scritto ieri la “sindaca”, commentando i fatti di Casal Bruciato.

A rispondere a Luigi Di Maio ci ha pensato il segretario nazionale di CasaPound Italia, Simone Di Stefano. “Caro Luigi Di Maio le famiglie di CasaPound non occupano illegittimamente uno spazio assegnato ad altri come dici”, ha twittato. “Il palazzo era abbandonato e disabitato da anni. Quindi sei un bugiardo, un inetto o solo un disperato che cerca fuori tempo massimo di recuperare voti a sinistra”.

Davide Di Stefano

4 Commenti

  1. Giggi’ i sinistri ti considerano fascio, tanto quanto a destra ti considerano zecca. Ma ‘ndo vai…