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Si sente europea e vota a destra: ecco la Gen Z che si affaccia alle urne

by Andrea Grieco
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Gen Z

Roma, 8 giu – Da oggi fino alle ore 23 di domenica sera le urne saranno aperte in tutta Italia per le elezioni europee. Ad affacciarsi al voto per la prima volta ci saranno molti giovani (in alcuni paesi voteranno anche i sedicenni) della cosiddetta Gen Z, ovvero quella “generazione Erasmus” che ai media mainstream piace spesso raffigurare come la più europeista, attenta all’ambiente ed ai diritti civili. Ma siamo sicuri che questo rappresenti la realtà? Ciò che emerge da diversi studi è un paradossale capovolgimento della sfera valoriale delle nuove generazioni rispetto alla retorica progressista.

La Gen Z “europeista” sempre più a destra

Nonostante sia ancora presto per dati e tendenze riguardanti questa tornata elettorale ora in corso, secondo lo studio Eurobarometer il 64% dei ragazzi d’Europa intendono andare a votare alle prossime europee. Lo scenario generale dei giovani tra i 16 e i 26 anni è caratterizzato per la maggioranza da un comune sentimento “europeista“, ovvero di chi si autodefinisce come europeo oltre che come cittadino del proprio Stato. Questo aspetto si lega ad un’altra particolarità, quella che lega i giovani under 26 con una “virata a destra” dell’Europa. Dall’exploit di FdI alle ultime elezioni politiche in Italia ai sondaggi che, in Francia, vedono in testa alle preferenze dei giovani il presidente del Rassemblement National, Jordan Bardella con il 32%, mentre in Germania AfD si attesta sul 17% sottolineando uno “spostamento a destra delle giovani generazioni“.

Una nuova Europa?

Una volta pubblici i risultati di queste elezioni si potrà analizzare meglio un fenomeno che, nonostante i tentativi della sinistra progressista di autocelebrarsi come principale forza rappresentativa delle nuove generazioni, sembra essere in costante aumento. Il collante che lega il sentimento di appartenenza ad una comunità europea che vada oltre ai confini nazionali ad un netto rifiuto dell’invasione continua di immigrati sul nostro continente e di tutte quelle derive ideologiche a cui siamo stati abituati in questi anni come woke, gender e deliri green può essere un fertile terreno dal quel inizia a costruire.

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