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Schermata 2016-06-23 alle 17.15.12Roma, 23 giu – Si dice “sindaca”. Lo stabilisce il foglio d’ordini stile owrelliano diffuso da Stampa Romana, l’organo laziale del sindacato unico dei giornalisti. Che evidentemente non ha trovato questioni più urgenti da affrontare nel momento in cui ha diffuso la nota firmata da “la Presidente della Commissione Pari Opportunità dell’Asr, Arianna Voto” (proprio così, la tizia ci ordina di usare “sindaca”, che non esiste, ma non si firma “la presidentessa”, che è cacofonico ma almeno esiste).

“Roma – recita accorato il comunicato – si è risvegliata stamani con una nuova sindaca, Virginia Raggi, la prima donna in Campidoglio nella storia della Capitale: appena chiaro il responso delle urne, questa notte le sue prime parole sono state dedicate alle pari opportunità. Una consapevolezza del ruolo di cui è investita, anche in questo campo, che ci fa piacere riscontrare e sottolineare. Nel giorno in cui l’Associazione Stampa Romana, assieme all’Ordine dei Giornalisti del Lazio, alla Cpo Usigrai, all’Aer-Anti Corallo, alle Università regionali e alle associazioni Zeroviolenza Onlus e Giulia firma il protocollo Donne e Media, promosso dal Corecom del Lazio e dalla Regione Lazio per la corretta e paritaria rappresentazione della donna attraverso i mezzi di comunicazione, invitiamo le colleghe e i colleghi ad adottare un linguaggio non sessista, a partire dal declinare al femminile LA SINDACA VIRGINIA RAGGI. Sarebbe questo il segnale di un riconoscimento della differenza come ricchezza e pluralismo culturale”.

Non sappiamo se il maiuscolo derivi da un caps lock inserito per sbaglio oppure se la velina intenda segnalare anche la giusta enfasi con cui celebrare “la sindaca”. Intanto, sulla pagina facebook di Stampa Romana, la nota no ha riscosso molto successo, ma in compenso ha ricevuto un commento esilarante: “Avvertite anche la Raggi come si deve definire. Lei stessa oggi si è definita SINDACO di Roma e non sindaca. Se no facciamo solo confusione… eh”.

Roberto Derta

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1 commento

  1. D’ora in poi la chiamerò sindacessa. Non solo: stamperò il “foglio d’ordini” in migliaia di copie è lo userò sistematicamente per pulire il mio vecchio, integro culo.

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